Guerra di Perizie su “La Cattura di San Pietro”

di REDAZIONE-

Una feroce battaglia di perizie è in corso riguardo a “La Cattura di San Pietro”, il celebre dipinto del Seicento realizzato dal pittore senese Rutilio Manetti. Il quadro è sospettato di essere l’olio su tela trafugato nel 2013 dal castello di Buriasco, vicino a Pinerolo, nel torinese. Le due fazioni coinvolte in questa disputa sono da un lato i consulenti di Vittorio Sgarbi, critico d’arte e sottosegretario alla Cultura, e dall’altro gli esperti scelti dal tribunale.

Tra gli illustri giudici dell’autenticità del dipinto figura il professor Alessandro Bagnoli, 73 anni, laureato alla facoltà di lettere e filosofia dell’università di Siena. Il professor Bagnoli ha dedicato la sua carriera allo studio di Rutilio Manetti, discutendo una tesi proprio su questo artista nel 1980. Dal 1980 al 2010, è stato funzionario della Soprintendenza a Siena, ricoprendo incarichi importanti come direttore del Laboratorio di restauro e vicedirettore della Pinacoteca Nazionale di Siena. Durante questo periodo, ha coordinato la creazione e l’allestimento di diversi musei, tra cui il Museo civico e d’arte sacra di Colle di Val d’Elsa nel 1994, il Museo della Collegiata di Casole d’Elsa nel 1996, 2001 e 2010, il Museo civico e diocesano d’arte sacra di Montalcino nel 1997, il Museo diocesano di Siena nel 1999 e il Museo d’arte sacra di Massa Marittima nel 2005.

L’esperienza pluriennale del professor Bagnoli nel settore e la sua profonda conoscenza di Rutilio Manetti lo rendono una figura chiave nella decisione sull’autenticità del quadro in questione. La comunità artistica e gli esperti attendono con trepidazione l’esito di questa battaglia di perizie che potrebbe gettare nuova luce sulla misteriosa scomparsa e il recupero del capolavoro di Manetti.

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