Università Unimarconi

I Facchini di Santa Rosa incontrano Papa Francesco

di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- “Una bella giornata, veramente emozionante”. Così il presidente del Sodalizio dei facchini Massimo Mecarini ha commentato l’incontro con Papa Francesco, avvenuto questa mattina in Vaticano. “Il Papa ha detto poche parole, perchè non stava molto bene, ma molto toccanti – ha proseguito Mecarini- Lo abbiamo accolto con il nostro grido “Accapezzate i ciuffi”, “Semo tutti d’un sentimento” per concludere con una “Evviva Santa Rosa e evviva Papa Francesco!”. Poi il pontefice ci ha salutato uno ad uno. Siamo stati con lui una quarantina di minuti buoni. Gli abbiamo regalato il nostro ciuffo”. I facchini sono partiti con 4 pullman, di cui uno da 81 posti per un totale di circa 250 persone, di cui 190 facchini ed una trentina tra i minifacchini e minifacchine. Con i facchini vi erano il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini, il capo facchino Sandro Rossi, la sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, Suor Francesca Pizzaia, il Vescovo di Viterbo, Mons. Orazio Francesco Piazza insieme a don Emanuele Germani, direttore ufficio relazioni sociali della diocesi di Viterbo, il segretario del vescovo don Roberto Bracaccini, il parroco dei minifacchini del centro storico don Ivo Bruni, il parroco dei minifacchini del Pilastro don Flavio Valeri, rappresentanti delle reti delle altre macchine a spalla, il vicario generale don Luigi Fabbri, il cappellano del Sodalizio dei facchini don Alfredo Cento, il segretario del vescovo don Roberto, l’ideatore della macchina di Santa Rosa Raffaele Ascenzi, il costruttore della macchina Vincenzo Fiorillo.

Papa Francesco ha consegnato ai facchini il suo discorso, dove si può leggere: “Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Sono contento di dare il benvenuto a tutti voi e vi ringrazio di essere venuti così numerosi. [Saluto il Vescovo e le Autorità civili.] Il vostro è un Sodalizio di fondazione relativamente recente, ma raccoglie un’eredità molto antica, risalente alla traslazione della salma di Santa Rosa, avvenuta a Viterbo nel 1258 per disposizione di Papa Alessandro IV, dalla chiesa di Santa Maria in Poggio a quella di Santa Maria delle Rose, oggi Santuario di Santa Rosa. Da allora, la celebrazione della Festa ha assunto la forma solenne che poi, continuando a svilupparsi nel tempo, è giunta fino a noi. Le radici della vostra storia ci portano ai giorni in cui la Santa visse a Viterbo, dove ebbe un’esperienza mistica che la rese promotrice di devozione e di vitalità cristiana per tutta la città. Giovanissima, fece una scelta di povertà assoluta e di dedizione alla carità, e fu una vera trascinatrice, coinvolgendo con il suo amore per Gesù molti altri, al punto da diventare una presenza scomoda per le autorità, che la esiliarono assieme alla sua famiglia. Una “santa agitata”, potremmo dire, ma dallo Spirito Santo, così che la sua esperienza interiore non poté restare nascosta, ma si propagò come la luce di una lampada che illumina tutta la casa (cfr Mt 5,14-16). Abbiamo bisogno di santi così, anche oggi: persone che non stanno in pantofole sul divano ma che, ardenti del desiderio incontenibile di vivere e annunciare il Vangelo, con passione diventano contagiose nella santità (cfr Esort. ap. Gaudete et exsultate, 129; 138). BOLLETTINO N. 0029 – 11.01.2024 2 E voi continuate a trasmettere questa memoria con il vostro servizio e con il vostro impegno di vita cristiana. Durante le celebrazioni della Festa, trasportate una “macchina” alta circa trenta metri e dal peso medio di più di cinquanta quintali, sulla cui cima è posta la statua della Santa. Si tratta di un segno spettacolare, che catalizza attorno a sé tutta la città e che attira dal mondo intero folle di pellegrini e visitatori, al punto che dal 2013 la macchina di Santa Rosa ha ricevuto dall’UNESCO il riconoscimento di “patrimonio immateriale dell’umanità”. Ricordatevi, però, che ciò che fate è molto più importante di questo, perché voi, mostrando a tutti col “Trasporto” quanto è grande l’esempio di Santa Rosa, attraverso di lei fate conoscere il Vangelo di Gesù. Ecco la cosa più importante: far conoscere il Vangelo attraverso Santa Rosa; e farlo insieme, uniti e solidali, vivendone i valori con “fede, forza e volontà”, “rispetto e umiltà”, perché, in processione e nella vita, un’impresa così grande nessuno può realizzarla da solo, proprio come dicono i vostri statuti e come ricorda uno dei motti che scandite insieme durante il cammino: «Semo tutti den sentimento». Grazie per ciò che fate, e per le tante attività assistenziali, culturali e morali con cui so che rendete operativo e concreto nella vita delle persone, specialmente le più bisognose, ciò che rappresentate in occasione della Festa. Vi incoraggio a tenere viva questa tradizione e di cuore vi benedico. E vi raccomando, non dimenticatevi di pregare per me”. Durante il viaggio verso Roma i facchini hanno potuto fare colazione sui pullamn con i 250 cornetti offerti dal “Vecchio forno del Bottalone” di Viterbo. “E’ stato anche un bel momento conviviale – ha aggiunto Mecarini- una giornata che non ci dimenticheremo”. I prossimi impegni del Sodalizio dei facchini di S.Rosa  sono la partecipazione alla Bit di Milano del 5 febbraio, il Veglione del 10 febbraio. “Poi ci concentreremo sulle prove di portata”- ha concludo Mecarini.

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