di MARIELLA ZADRO –
Il mese di gennaio ci sta lasciando, ma per salutarci ci regala tre giorni di freddo intenso con pioggia, neve e venti gelidi.
Questi tre giorni 29,30 e 31, secondo la tradizione popolare conosciuti come “I giorni della merla” si presentano con tutte le proprie caratteristiche.
Meteorologicamente parlando, nella seconda metà di gennaio si osserva un aumento della temperatura, tesi confermata dai detti popolari: “Se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà bella; se sono caldi, la primavera arriverà in ritardo”.
La più celebre leggenda racconta di una merla, con un piumaggio bianco che, con i suoi piccoli si rifugiò in un comignolo durante i giorni più freddi dell’anno, ovvero gli ultimi di gennaio.
Restarono lì per tre giorni e quando uscirono le loro piume avevano ormai assunto il colore bruno della cenere, diventarono quasi neri.
A seguire, il calendario di ricorda un altro momento importante dal punto di visto climatico: il 2 febbraio, giorno della “Candelora”.
La liturgia illustra i quaranta giorni dopo il Natale, la Presentazione di Gesù al Tempio e la Purificazione di Maria e la festa della luce, simbolo di Cristo come luce del mondo.
Infatti nelle celebrazioni di questa giornata si benedicono le candele che verranno accese e conservate nelle proprie case.
È una ricorrenza molto sentita, soprattutto nel mondo contadino e tra proverbi e detti “Per la Santa Candelora se nevica o se plora dell’inverno siamo fora; ma se c’è sole o solicello siamo sempre a mezzo inverno”.










