“I promessi sposi” in un musical, con la compagnia teatrale dell’Istituto alberghiero di Caprarola

promessi sposi CopiaDal palco alla realtà. Dalla realtà al palco. “I promessi sposi” rivisitati in chiave moderna e “la storia di un grande amore”.

Lo spettacolo verrà presentato in anteprima domani, mercoledì 18 dicembre alle 17.30, con replica giovedì 19 alle ore 17, presso l’Aula Magna dell’Istituto alberghiero “Alessandro Farnese” di Caprarola.

A cura dei professori Maria Cristina Bigarelli e Alessandro Battaglioni.

La Compagnia Teatrale dell’Istituto Alberghiero di Caprarola mette in scena una pièce di stampo manzoniano dai risvolti psicologici innovativi e suggestivi scenari interiori estremamente moderni ed autentici.

caprarola spettacoloParlando con l’autore dei testi e il regista, professor Aldo Bellocchio, ormai veterano ed esperto dell’”animazione teatrale” d’eccellenza dell’Istituto in questione, veniamo a conoscenza di come nasce l’ idea di un copione il cui titolo risulta sicuramente familiare, “I promessi sposi”.

“L’idea di mettere in scena i personaggi seicenteschi e la loro storia nasce nel momento in cui abbiamo presentato l’edizione della Divina Commedia – sottolinea il professor Bellocchio – Eravamo al Campidoglio di Roma per la premiazione e abbiamo sentito la spinta di fare una cosa ancora più bella, più importante, ancora più culturalmente valida. In questa avventura sono coinvolti 40 studenti e quest’anno ci sono altri cinque cantanti e altri ballerini, tutti bravissimi, guidati da Giulia Severini, alunna, che da quattro anni lavora con impegno e passione nell’ambito del laboratorio teatrale”.

Gli attori sono sempre più numerosi, ma soprattutto migliorano di anno in anno la loro dizione e il loro stage behaviour, atteggiamento da palcoscenico che si distingue per la capacità di portare emozioni e sentimenti reali fissandoli sul palco, animandoli con vivacità e abilità. Lo sfondo e lo scopo sono didattico-culturali. In particolare quest’anno l’innovazione sta nel fatto di avere più cultura con un copione che suggerisce e accompagna una dizione più curata, meno affidata alla spontaneità pura. Tutto quindi, dalle battute, alla fluidità linguistica fino all’esaltazione dell’emozione, è più intenso e più forte, aggettivi che possono con tutta umiltà sfiorare lo spessore culturale, sia per contesto storico, sociale, politico e sia teatrale. L’entusiasmo è sempre l’ingrediente che anima gli attori, gli scenografi, i coreografi, la costumista, la vice-regia, l’ottimizzazione, l’organizzazione e la regia.

“L’innovazione del copione è quella di inserire – ci assicura il professor Bellocchio – aspetti moderni, sia nelle tracce, nelle canzoni, nella parte finale, con uno sketch assolutamente moderno”.

La morale, però, rimane quella originale manzoniana, con il messaggio chiave della storicità, della realtà, della religiosità del ‘600, anche se la chiave di volta del professor Bellocchio è quella di aggiungere un pochino più di allegria e di modernità. Ci sono i bravi, la mamma di Lucia, la Monaca di Monza, Don Abbondio, Perpetua. E tra i personaggi ce n’è uno nuovo, la Peste, che viene incarnato e messo in una forma di donna particolare che aleggia nelle varie scene. Il professor Aldo Bellocchio esprime la sua gratitudine a tutte le figure dell’Istituto alberghiero “Alessandro Farnese” di Caprarola, a cominciare dalla dirigente, professoressa Andreina Ottaviani, che ha sempre sostenuto il progetto, a tutto il personale docente e non docente.

“Quest’anno lo spettacolo va in scena il 18 e il 19 Dicembre, due mesi prima rispetto agli anni precedenti – conclude Aldo Bellocchio – perché tutti all’IPSEOA hanno vissuto un momento particolare con la perdita di una grande persona, una persona fantastica, il Collaboratore Roberto Carassai, che ha lasciato un vuoto incredibile. Un amico, un professionista, una persona che nella sua estrema semplicità era vicina a tutti quanti noi e ai ragazzi. Lo spettacolo è dedicato a lui con il titolo originale e moderno ‘I Promessi Sposi, la storia di un grande amore !’ Dedicato al caro Roberto Carassai, dal palco alla realtà, dalla realtà al palco. Questa volta le emozioni si incrociano nella vita stessa, nella quale la realtà con tutte le sue gioie e i suoi dolori è salita sul grande palco”.

   

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