Ieri serata al monastero di Santa Rosa sui momenti più importanti della ricognizione sul corpo incorrotto della Santa

VITERBO – 1921-2021 Una serata indimenticabile quella avvenuta ieri sera al monastero di Santa Rosa a 100 anni esatti dalla prima ricognizione scientifica sul corpo di Santa Rosa e l’estrazione del cuore prelevato dal corpo incorrotto avvenuta per conto delle autorità vaticane. Nel 1962 una seconda ricognizione e nel 1996-1998 una terza ed ultima ricognizione più approfondita coordinata dal prof Luigi Capasso questa sera intervenuto alla serata. Un esame attento sul corpo mummificato naturalmente rilevo l’agenesia, ossia la mancanza di sterno, l’osso che abbiamo sopra il cuore cui si collegano le costole formando la gabbia toracica. Santa Rosa e’ l’unico caso al mondo che sia riuscita a vivere per circa 18 anni di questa rarissima malformazione congenita. L’esame sul cuore evidenziò anche una malformazione al cuore con anomalie cardiache. Queste ed altre complicanze sul corpo di Santa Rosa portarono gli scienziati a classificare come sindrome di Cantrell la malattia che provocò poi la morte della piccola Rosa nel 1251. Alla serata hanno preso parte numerose persone e autorità fra cui il sindaco Arena, il presidente della Fondazione Carivit dott. Lazzari, il dott. Lanzetti presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Viterbo e il vicario generale della diocesi don Luigi Fabbri questi due ultimi intervenuti al tavolo insieme alla superiora del Monastero di Santa Rosa Suor Francesca Pizzaia. Un momento intenso carico di emozione che il prof. Capasso ha trasmesso a tutti i presenti quando ha ripercorso i momenti più importanti della ricognizione sul corpo incorrotto di Santa Rosa. Dove non arriva la scienza a dare certe risposte, arriva la fede che misteriosamente svela e chiarisce certi misteri.
don Emanuele Germani
Responsabile Comunicazioni – diocesi di viterbo

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