Carrozzeria Fiorillo

Protezione Civile

Protezione Civile

“Il Buratti non si tocca”, folta partecipazione al sit-in davanti al Liceo Classico (VIDEO)

di MARIELLA ZADRO –

VITERBO – Un messaggio preciso e incisivo è venuto dalla piazza antistante il Liceo Classico “Mariano Buratti” sito in Via Tommaso Carletti di Viterbo: la scritta “Casa del Balilla” deve essere cancellata.

Arrivato quasi al termine il restauro dell’edificio che ospita il Liceo, da diversi giorni veniva evidenziato il restauro anche della scritta presente sopra l’ingresso del palazzo storico.

Questa mattina circa 500 persone tra cittadini, insegnanti, studenti, partiti e associazioni, si sono ritrovati in un sit-in:” Questa scritta deve scomparire” per portare la testimonianza e l’idea relativamente al restauro.

Ha avviato l’incontro Enrico Mezzetti dell’Anpi, presentando le motivazioni dell’incontro e Paolo Bianchini, nipote del partigiano Buratti che si è incatenato al cancello del cortile del palazzo: “Mi incateno al cancello del liceo classico perché la scritta Casa del Balilla deve essere cancellata. L’edificio storico ospita una scuola e come tale deve essere un luogo democratico nel rispetto della persona alla quale è stata intestata, Mariano Buratti, medaglia d’oro al valore militare che ha sacrificato la propria vita per difendere i valori antifascisti.

A seguire hanno preso la parola: Enrico Panunzi, che ha presentato la mozione alla Regione Lazio per il regolamento dei palazzi storici; è stata poi illustrata l’interrogazione parlamentare di Sinistra Italiana e Pd; è stata formalizzata una richiesta di accesso agli atti da parte della Cgil; alcune testimonianze spontanee di una prof.ssa del Liceo; una coppia di alunni che hanno proposto di documentare all’interno dell’edificio il percorso del restauro.

Un saluto è venuto dal sindaco di Bassano Romano Ugo Pierallini ricordando le origini di Buratti nel paese da lui rappresentato, che ha dichiarato:” Una ferita che deve essere rimossa”.

Carlo Galeotti, direttore di Tusciaweb, ideatore della mobilitazione della mattinata, ha illustrato il percorso e l’iter.

Presente Agnese Bertolotti di Istoreco, nel suo intervento molto dettagliato, ha sottolineato quanto sia in “gioco” il significato dei simboli, che contribuiscono a formare la coscienza pubblica nel presente e quello delle generazioni future, pertanto, come tale la scritta va rimossa.

Tra il pubblico presente i consiglieri Ugo Poggi, e Paolo Moricoli, gli assessori Aronne, Giliberto, Angiani e il vice sindaco Antoniozzi.

Infine, Aurelio Rizzacasa, docenti universitario di Filosofia, ha confermato il messaggio emerso dal sit-in perché:” È un simbolo di schifosa propaganda politica, quindi va rimosso immediatamente”

Al termine del presidio, rinunciando ad altri interventi, un canto ha unito in un abbraccio tutti i presenti.