Il centro cittadino si sta spopolando: la rabbia dei commercianti

Di WANDA CHERUBINI
VITERBO- Il centro cittadino si sta sempre più spopolando e l’impennata dei contagi nella Tuscia non ha di certo aiutato i commercianti, alle prese con i pagamenti di bollette rincarate, affitti, ma con sempre meno introiti dalla vendita dei loro prodotti. “La situazione è critica sia per via del Covid che della mancanza di politiche locali e di liquidità. Le persone spendono per i tamponi e non hanno soldi per altro, a parte quelli per la spesa – afferma Stefania Scuderi del negozio S.S. abbigliamento di via Matteotti – La gente purtroppo non gira, la mattina c’è la desolazione e giusto il pomeriggio si vede qualcuno per la strada”. Cosa vorrebbe dalla futura amministrazione comunale? “Vorrei che la futura amministrazione rispettasse quello che promette in campagna elettorale”.
Dello stesso avviso Maurizio Jadicicco, del negozio di calzature in via del Corso, che spiega così la crisi in atto: “Dipende da un insieme di concause. La situazione è sotto gli occhi di tutti. Le restrizioni anti Covid hanno reso tutto più difficile. E’ anche necessaria una rivitalizzazione del centro storico”. Il proliferare della grande distribuzione può aver aggravato il quadro economico in cui versano i negozi del centro? “Non bisogna fare una guerra tra dentro e fuori le mura. Le cose possono andare in parallelo. Il fuori le mura deve andare bene come il dentro, ma bisogna attrezzare il centro storico in maniera adeguata. Oggi tutte le città sono in difficoltà, ma qui manca una maggiore attenzione per la cura del centro storico. Del resto, sono problematiche che ci portiamo avanti da anni. Il proliferare dei grandi centri commerciali ha influito negativamente perché non c’è stato un adeguato sviluppo turistico ed una città come Viterbo di questo ne può risentire in modo ancora maggiore”. Cosa vorrebbe che facesse la nuova amministrazione una volta eletta? “La nuova amministrazione sa già benissimo quello che si deve fare per far rilanciare il centro storico, altrimenti i negozi continueranno a soffrire e pure l’offerta a sua volta ne soffrirà. Bisogna rompere questo circuito”.
Anche per un antico esercizio commerciale, quale il negozio Bizzarri in via del Corso, che vende prodotti dolciari, cioccolata, spezie, liquori e prodotti tipici locali, aperto a Viterbo nel lontano 1930, la situazione non è di certo rosea. A parlare è Filippo Purchiaroni: “Mezza Viterbo è a casa con il Covid, altri vi restano per paura, anche dovuta a un certo terrorismo mediatico. La gente ha paura di uscire. Ci siamo fermati a Natale. Dopo l’Epifania c’è stato uno stallo. Gennaio non è stato mai un mese importante per le vendite, ma adesso ancora di più. E non è una situazione solo del nostro centro storico, ma un po’ generalizzata. Speriamo di riuscire presto a superare questo stallo”. Cosa chiederebbe al futuro sindaco? “Il centro storico è un discorso complesso e tutte le amministrazioni in campagna elettorale si riempiono la bocca di programmi e poi tutto resta nel totale abbandono. Il centro storico ha bisogno di decoro urbano. Per esempio, utilizzando il bonus delle facciate, farei fare il restyling delle facciate dei palazzi. Poi si potrebbero mettere dei fiori per abbellire, insomma è necessaria l’ordinaria amministrazione che non è stata mai fatta, come pulire il guado dei piccioni, ma anche i cittadini dovrebbero avere più senso civico”. E dal punto di vista commerciale? “Dal lato commerciale serve un grande piano di marketing di Viterbo e della Tuscia. Le bellezze ci sono, facciamole conoscere di più per un giovamento economico di tutti. Sarebbe il caso che ci fosse un sindaco non ostaggio dei partiti, ci vuole un sindaco decisionista. Lasciamolo fare 5 anni, portiamo avanti un’idea per cui i cittadini l’hanno votato e cerchiamo di far sviluppare la città”.

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