Il codice etico del Parco del Treja. Regolati i principi guida del comportamento di coloro che operano presso l’Ente

Riceviamo e pubblichiamo. Integrità, correttezza, trasparenza ed efficacia: queste in estrema sintesi devono essere le caratteristiche comportamentali di chi lavora nel Parco. Sono fissate nel Codice etico approvato oggi all’unanimità dai vertici dell’Ente. Scorrendo gli articoli del Codice valledeltrejache il Parco si è voluto dare, si leggono tutta una serie di principi che sono di grande attualità e rappresentato alcuni degli elementi più delicati del contratto sociale che lega i cittadini alla pubblica amministrazione.

Ovvero, la capacità di rapportarsi in modo semplice e chiaro, diretto e trasparente, rapido ed efficace, imparziale e rigoroso, con tutti coloro che hanno rapporti con il Parco, ma anche con quanti siano solo dei frequentatori di questo territorio, con coloro che seguono il sito Internet, oppure possano essere utenti potenziali dell’Ente. Il personale del Parco vuole dare spessore e concretezza a concetti come l’etica ambientale, che devono essere declinati nei comportamenti quotidiani di chi vive e lavora nelle strutture dell’Ente. Impegnare – come scritto nel Codice – alla responsabilità individuale, al risparmio delle risorse, alla riduzione degli sprechi, a comportamenti a basso impatto ambientale e non inquinanti, significa lavorare sul proprio ruolo e sul proprio stile di vita. Solo così le azioni, le proposte e i progetti di tutela ambientale del Parco potranno avere quella credibilità che viene dall’esempio. “L’approvazione del Codice etico – sottolinea il presidente Gianluca Medici – non è un inizio, né un traguardo. È semplicemente un’altra tappa del percorso interno del Parco, di disciplina e autoconsapevolezza. Perché siamo coscienti che per migliorare le cose intorno a noi, si deve partire da noi stessi.”

   

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