VITERBO- Riceviamo da don Gianni Carparelli e pubblichiamo: Il tema proposto: “Prepariamo la casa del cuore per ricevere l’Ospite atteso”. Lo prende da un anonimo del IX secolo (I sermone sull’Avvento) e inizia con queste parole: “È fondamentale dunque fissare lo sguardo su Lui, porsi in ascolto della Sua voce che chiama attraverso la Parola e consolidare fiducia e speranza. Infatti, è necessario, senza perdere il senso della realtà da cui non si potrà mai prendere le distanze, attivare ogni possibile sforzo per creare condizioni giuste e ridare vera misura alla persona e alla vita. Agostino afferma che «la speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle». Non basta prendere atto, soprattutto a livello personale, della complessità delle situazioni o delle condizioni di vita, è necessario, invece, provare disgusto-rammarico per ciò che in noi conduce a tali situazioni o le rende possibili, avendo poi il coraggio di modificarle, di cambiarle radicalmente, con un nuovo modo d’essere e di pensare: quello del Vangelo di Cristo”. La preghiera colletta della prima di Avvento naviga bene in questo invito: “… o Dio nostro Padre, suscita in noi la volontà di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene, perché egli ci chiami accanto a se nella gloria a possedere il regno dei cieli…”. Le “opere buone” non sono “orazioni devote”, sono “OPERE…”. Cosa faccio io, e magari anche voi, per modificare i problemi, la sofferenza e la solitudine delle persone e le strutture che le sostengono?… Il senso di accendere le quattro candele, il Signore che illumina il nostro cammino con il suo esempio, ci ricorda alcune cose importanti: silenzio per captare la voce di Dio e capire meglio, camminare nella speranza migliorando i cammini, invocare l’aiuto del Signore “Vieni Signore Gesù… “ (Ap. 22: 20) dentro di me e nella mia vita, con gratitudine e gioia per sentirlo camminare dentro e con noi. La lettera termina con un saluto pieno di presenza: “Il Signore Gesù, atteso nella speranza che non delude, renda fecondo questo tempo di grazia nella cura della nostra interiorità densa di vita”.
Ps: la mia breve e semplice presentazione non deve sostituire la lettura del testo integrale. Mi auguro venga presentata e meditata insieme durante i nostri incontri di preghiera.
Don Gianni Carparelli










