Il Comune di Bassano Romano e l’avvocato Ranieri esultano. Ma i dubbi sull’impianto di recupero rifiuti restano

GioiaABassanoGioia e felicità per la popolazione bassanese e viterbese tutta. La realizzazione dell’impianto di recupero rifiuti nell’ex cementificio di Bassano Romano è stata “fermata”.

 

Ad annunciarlo sul proprio profilo Facebook l’avvocato Vanessa Ranieri che tutela gli interessi del Comune nel ricorso presentato al Tar contro la determinazione regionale di febbraio con cui si escludeva il progetto dalla Valutazione di Impatto Ambientale.

 

La notizia è stata in queste ore confortata da un comunicato inviato dal Comune ad alcuni quotidiani on line: “Siamo molto soddisfatti per il lavoro svolto ed i risultati ottenuti per fermare l’ipotesi di realizzazione sul nostro territorio di un impianto di recupero di rifiuti.

 

Il continuo lavoro di opposizione al progetto, che prevede l’utilizzo di ceneri di carbone provenienti dalla centrale termica Tvn di Civitavecchia, inizia a dare i primi risultati positivi a favore della comunità bassanese. Nelle scorse settimane il progetto aveva subito un primo stop a seguito della verifica dei requisiti in merito al rilascio della licenza edilizia pervenuti al Comune di Bassano Romano a seguito di una comunicazione di sospensione del procedimento proprio a causa della mancanza di documentazione. Bass 280x210

 

Dall’analisi della stessa, l’Ufficio tecnico comunale ha appurato la mancanza di un requisito fondamentale al rilascio della licenza edilizia ed ha provveduto a comunicare alla ditta interessata il conseguente diniego. Alla luce di questo siamo certi che la sospensione sine die del procedimento da parte del settore ambiente della Provincia di Viterbo si trasformerà a breve in un definitivo stop alla realizzazione dell’impianto.

 

In virtù di questa serrata attività dell’amministrazione comunale sono venuti meno i presupposti d’urgenza e questa mattina è stato chiesto al Tar del Lazio da parte del legale che assiste il Comune, Vanessa Ranieri, di fissare l’udienza con cui si entrerà nel merito. Garantiamo che pur felici dei primi risultati positivi, l’attenzione sul tema non calerà minimamente, anzi con il nostro avvocato stiamo già pensando di fissare un’altra assemblea pubblica per aggiornare la cittadinanza sulla vicenda”.

 

Dunque la popolazione può finalmente tirare un sospiro di sollievo? Niente affatto. Troppi, davvero, sono i dubbi che simili toni trionfalistici non dissipano affatto. Tanto per cominciare l’entusiasmo iniziale si smorza semplicemente mettendo in risalto un capoverso del comunicato: “In virtù di questa serrata attività dell’amministrazione comunale sono venuti meno i presupposti d’urgenza e questa mattina è stato chiesto al Tar del Lazio da parte del legale che assiste il Comune, Vanessa Ranieri, di fissare l’udienza con cui si entrerà nel merito“.

 

Dunque si deve ancora entrare nel merito. Cioè si deve ancora decidere. Per essere più chiari c’è un giudizio che il Tribunale Amministrativo Regionale deve ancora emettere su una determinazione che peraltro è già stata rettificata dalla Regione Lazio su iniziativa, legittima, sia ben inteso, da parte della Tuscia Prefabbricati. Inizialmente si parlava infatti di rifiuti di tipo Codice Cer 190 111, ovvero ceneri pesanti e scorie contenenti sostanze pericolose. Poi il codice Cer è diventato – magia – 190 112, ovvero ceneri pesanti e scorie “diverse da quelle di cui alla voce 190 111”. La determinazione di rettifica è la numero A03805 del 16 maggio 2013. Riservandoci di tornare più dettagliatamente sulla questione Cer in altra sede, vale la pena sottolineare come al momento sia stato impossibile per la redazione di Tuscia Times contattare l’assessore all’Ambiente Ugo Pierallini, nonostante numerosi tentativi. Stesso discorso dicasi per l’avvocato Vanessa Ranieri che, evidentemente, è particolarmente impegnata a tutelare gli interessi del Comune e, indirettamente, dei cittadini della provincia di Viterbo i quali restano comunque in attesa di una parola definitiva su questa intricata vicenda.

 

In basso alcuni estratti della determinazione del 27 febbraio e della rettifica del 16 maggio.

 

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