Il comune di Montefiascone sostiene le iniziative della Coldiretti

MONTEFIASCONE (Viterbo) – Su proposta della Sindaca Giulia De Santis la Giunta al Comune di Montefiascone approva atto deliberativo di sostegno ed adesione alla iniziative Coldiretti contro il cibo sintetico. “Dobbiamo partire dal presupposto”, sottolinea la De Santis, “che il cibo sintetico è prodotto in bioreattori, non salvaguardia l’ambiente perché comporta un maggiore consumo di acqua ed energia rispetto agli allevamenti tradizionali e sopratutto è meno efficiente d quelli oggi più performanti, limita la libertà dei consumatori e omologa le scelte sul cibo, favorisce gli interessi di pochi operatori, monopolizzando l’offerta di cibo nel mondo, spezza lo straordinario legame che unisce cibo e natura, non tutela la salute non essendoci garanzia che i prodotti chimici usati siano sicuri per il consumo alimentare e l’esperienza maturata è ancora troppo limitata per giungere a conclusioni differenti, non aiuta a perseguire gli obiettivi di giustizia sociale, in quanto prodotto sulla base di brevetti e tecnologie con alti costi di ingresso e sviluppo, nelle mani di pochi grandi investitori multinazionali, può avere impatti socio-economici molto pericolosi, in quanto frutto di una fascinazione ecologica che non ha finora consentito riflessioni ben più approfondite. Atteso che il raffronto con i sistemi più avanzati è sostenibili per la produzione del cibo, propri dell’agroalimentare italiano, consente di valutare correttamente gli esiti pregiudizievoli per l’ambiente del cibo sintetico fabbricato a mezzo di bioreattori, in qualità di rappresentante di questo Ente e della comunità della quale lo stesso cura gli interesse e promuove lo sviluppo, nell’ottica di più efficaciamente garantire la salvaguardia dei diritti fondamentali alla salute ed alla corretta alimentazione, affianchiamo la Coldiretti che ha promosso una petizione da cui sono nate diverse iniziative di sensibilizzazione finalizzate ad evidenziare i rischi e gli impatti omologanti di un modello produttivo distante dalle specificità territoriali con il rischio di cancellare le produzioni tipiche, distintive e tradizionali connesse alla varietà della biodiversità locale”.

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