Il cuore delle donne più protetto da quello degli uomini grazie all’insulina

Il cuore delle donne sarebbe più protetto rispetto a quello degli uomini grazie all’insulina, proteggendole così dal rischio cardiovascolarecuore-donna o comunque posticiparlo di almeno dieci anni rispetto agli uomini. Un nuovo studio ha infatti messo in relazione la capacità biologica di compensare l’eventuale riduzione della risposta dell’organismo femminile nei confronti dell’insulina. Risposta che, secondo il dottor H. Sun Kim, potrebbe

essere alla base della protezione del cuore femminile. I ricercatori della Stanford University School of Medicine hanno preso in esame alcuni volontari di entrambi sessi con un età media di cinquant’anni (range tra i 19 e i 79 anni) e la loro relativa resistenza all’insulina. Quando l’insulina non viene elaborata correttamente il rischio di malattie cardiovascolari è maggiore. Durante lo studio è stato rilevata la resistenza all’insulina di quasi 500 donne e oltre 300 uomini attraverso il test di soppressione. Sono stati misurati il glucosio plasmatico (SSPG) e le relative concentrazioni di insulina. Dai dati è emerso che le donne più giovani, o che avevano meno di cinquant’anni, mostravano durante il digiuno concentrazioni inferiori sia di glucosio che di trigliceridi. Inoltre, i fattori di rischio cardiovascolare sembravano più favorevoli rispetto agli individui di sesso maschile. Non è stata rilevata infine alcuna differenza significativa di resistenza all’insulina tra il sesso maschile e quello femminile. Tuttavia questa capacità di affrontare le conseguenze derivanti dall’insulino-resistenza non era più presente esaminando le donne che avevano più di cinquant’anni di età. Probabilmente perché a quella età la donna, generalmente, entra in menopausa. Per Kim, infatti, la chiave di questo cambiamento è legato alle differenze ormonali che vi sono tra uomo e donna e che mutano proprio intorno ai cinquant’anni (di una donna). La ricerca dovrebbe tuttavia essere ripetuta su una popolazione non prevalentemente bianca come è stato fatto finora. Infatti, sembra che alcune popolazioni, come quella ispanica, abbiano reazioni e resistenza all’insulina differenti dalla nostra. Lo studio è stato pubblicato nel Journal The Endocrine Society of Clinical Endocrinology and Metabolism.

   

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