Il grande patrimonio culturale della Tuscia fra valorizzazione e tutela

di LIA SARACA –

VITERBO – Focus sulla tutela e valorizzazione del grande patrimonio culturale della Tuscia. Lo scorso 8 ottobre a Viterbo, presso la sala Auditorium Carivit di Valle Faul, si è svolta una conferenza con la presenza di illustri relatori.

A cominciare dagli interventi della Soprintendente del Sabap (Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, Viterbo ed Etruria Meridionale), Margherita Eichberg; Maria Letizia Arancio già funzionario della Soprintendenza; Vincent Jolivet dell’Università di Parigi e Felice Orlandini, ispettore di Polizia e ispettore onorario del Mibac. Presenti alla conferenza il questore di Viterbo, Giancarlo Sant’Elia, il vescovo Lino Fumagalli, il sindaco Giovanni Arena e gli assessori Allegrini e De Carolis.

L’incontro, moderato da Luciano Proietti in qualità di presidente di Archeotuscia, si è aperto con le immagini dedicate ai principali siti d’interesse della Tuscia che è storia, arte, natura con un patrimonio millenario. Dopo i saluti è stato il vescovo della diocesi di Viterbo a evidenziare l’importanza di questo tipo di iniziative che richiedono una sinergia tra le istituzioni e la collaborazione di tutti con un pizzico di generosità.

“Abbiamo tantissimi beni che passano sotto silenzio – ha proseguito Fumagalli -. Ognuno gioca le carte che ha e la Tuscia le possiede, un valore che può creare opportunità di lavoro e che permette alle opere di continuare il loro significato. Ben vengano queste iniziative di stimolo per l’amore alla nostra città, per farla conoscere e per una ricaduta economica nel nostro territorio”.

Il sindaco Arena ha rimarcato la forza storico – culturale della Tuscia che può arrivare a traguardi internazionali. “Siamo nelle mani della Soprintendenza – ha affermato – con la quale condividiamo le tante opportunità e possibilità della nostra città. A breve godremo tutti dell’apertura di un grande museo nel centro della città, dove verranno esposte le opere di Sebastiano Del Piombo e dove ci sarà anche la pergamena del primo Conclave di Viterbo. Testimonianze importanti che sicuramente daranno una spinta dal punto di vista turistico. Ci auguriamo a metà novembre di poter vivere questa bella giornata per la cultura e i beni della nostra città”.

Dopo aver illustrato le bellezze storico – culturali del territorio, la soprintendente  Eichberg ha evidenziato: “La Tuscia è un territorio ricco anche di un patrimonio religioso e termale. I beni naturali, archeologici e storico – artistici sono legati tra loro. La Soprintendenza prima cerca di conoscerli per poi tutelarli e valorizzarli. Stiamo tra l’altro cercando un indirizzo di sviluppo considerando anche le peculiarità paesaggistiche”.

Poi il riferimento alla collaborazione con l’Università della Tuscia: “L’Unitus e la Soprintendenza devono imparare a lavorare insieme” , ha detto Eichberg che ha di seguito ringraziato i contadini che sono “i giardinieri di questa splendida terra” e Archeotuscia “che è stata ed è preziosa”.

Di seguito, attraverso le slide, il professor Jolivet ha illustrato i risultati degli scavi eseguiti in quarant’anni di lavoro (1981-2021) in sei siti principali del Viterbese: l’Edificio ottagonale dell’Asinello, Cività Musarna, Grotte Scalina, Tuscania, Norchia e Piana del lago a Montefiascone. Un bilancio positivo dove però risaltano due punti deboli: il numero delle pubblicazioni insufficiente e i problemi di presentazione e salvaguardia dei siti a fine scavo.

Maria Letizia Arancio ha lanciato un appello commosso per la valorizzazione e la tutela del territorio. L’ispettore Felice Orlandini ha parlato dell’attività investigativa portata avanti in materia di tutela dei beni culturali. “Un territorio come la Tuscia –ha sottolineato – deve avere qualcuno che la tuteli; da qui nasce il mio amore per i beni culturali. Ecco poi il riferimento agli Affreschi di Palazzo Spreca: “A seguito di una vasta attività investigativa – ha terminato Orlandini – riuscii a sequestrarli e a portarli a Viterbo. Fu una grande emozione. Ma la cosa più amara è averli visti riandare via. Oggi Viterbo non li ha più”. 

 

 

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