Il guinzaglio, questo sconosciuto

di LEONARDO DE ANGELI –

VITERBO – Il guinzaglio è forse lo strumento più importante  per l’obbedienza, la formazione o qualsiasi normale attività di tutti i giorni, svolta con il nostro cane. Sarebbe quasi impossibile, senza questo prezioso accessorio, insegnargli quelle che sono le più semplici regole o soltanto il condurlo a passeggio con noi.

Da non dimenticare inoltre che la legge impone il suo uso in ogni situazione, fatta eccezione per quella domestica, e che la sua lunghezza non deve superare il metro e cinquanta e non essere assolutamente estensibile. Ciò nonostante, il guinzaglio rimane pur sempre  uno degli strumenti più abusati e troppo spesso, impropriamente usati, nella storia del cane e del suo rapporto con l’uomo.

Il suo utilizzo si è evoluto attraverso la storia, ma oggi, come mille anni fa, il suo compito primario è quello di mantenere il nostro cane all’interno di una determinata area, dissuadendolo così dallo scappare o eseguire azioni dannose o pericolose per se stesso o per gli altri. E’ senza dubbio uno dei primi strumenti con il quale i proprietari si trovano a doversi confrontare durante le prime interazioni con il proprio cane e per molti di essi,  questo strumento diventa un incubo di vita e un costante richiamo a passeggiate talvolta non volute.

Prima di addentrarci nei più comuni errori commessi attraverso i guinzagli, dobbiamo  far compiere al nostro cane il passo più importante, quello che io amo chiamare “passo di inizializzazione”. In molti, per variegate motivazioni, saltano questa parte essenziale, innescando spesso una sorta di vortice che conduce ad un irreversibile e totale fallimento. Vediamola così, proviamo a capovolgere la frittata e  giriamola dalla nostra parte:  se noi fossimo giovani, scapestrati ed irresponsabili, pronti al divertimento più sfrenato, ma  improvvisamente ci trovassimo presi al lazzo, trascinati  lontano dai nostri amici, dalle nostre corse e dal nostro svago preferito, come ci comporteremmo? Di certo anche noi esseri umani, non vedremmo certamente  di buon grado l’accaduto, perché mai allora, dovremmo aspettarci che i nostri cani siano remissivi e compiacenti dopo questo atto?

La verità è che il nostro cane farà esattamente ciò che noi faremmo, comincerà a dimenarsi  tentando di distaccarsi da quella incomprensibile morsa, non comprendendo, almeno sulle prime, le nostre repentine azioni e ragioni.

Tentando di eseguire questa “incomprensibile brutalità” con rabbia o troppa determinazione, il nostro cane non potrà far altro che associare quanto accade, ad una sorta di crudele punizione e collegherà ben presto il guinzaglio ad una  fuga repentina. Questo puerile errore, innescherà da subito una autodifesa innata e perenne, trasformando di seguito  in difficoltosissima, una azione che altro non dovrebbe essere, se non  un piacevole invito ad una tranquilla passeggiata.

Ci  ritroveremmo di certo con un cane spaventato, repellente a qualsivoglia forma di costrizione e  difficile da catturare,  consapevole, tra l’altro, della sua innata capacità di sfuggirci.
Facilissimo evitare tutto ciò. Innanzi tutto, dobbiamo, per mezzo di pochi semplici passi, addestrare il nostro cane/cucciolo attraverso una modalità semplice e sistematica. Se riteniamo di non essere proprio in grado, occorrerà affidarsi alle cure di un comportamentalista, ma ricordate sempre che i passi sono estremamente facili e giocosi e che uno dei sistemi migliori per inizializzarlo giocosamente e senza stress, si trova guarda caso proprio nell’ambiente familiare. In questo luogo infatti,  il cane si sentirà protetto e non allertato, non potrà scappare e al tempo stesso sarà  privo di ogni altra forma di  input esterno. Sarà bene quindi scegliere, ad esempio un grande garage o  più semplicemente il corridoio della nostra abitazione.  Poche semplici mosse, ma di sicuro effetto: chiamiamo il nostro cucciolo esortandolo a raggiungerci per evitare di essere noi a compiere il primo traumatico passo;  non appena arrivato premiamolo con un biscotto per cani, quindi in modo più possibile delicato, inseriamo il guinzaglio sul suo collare, lasciando ora che esso si allontani da noi. Quando si renderà conto di essere trattenuto, prima ancora che tenti di dimenarsi, richiamiamolo repentinamente e premiamolo ancora. Ripetiamo questa azione più volte, almeno sino a quando il cane non si divincolerà più dal guinzaglio sentendosi costretto e, solo allora, compiamo un giocoso tour della casa tenendolo fermamente al guinzaglio ma continuando a giocare con lui  premiandolo per ogni sua azione. Solo in questo modo lui associerà sin da subito il guinzaglio al gioco e alla nostra presenza.
Dopo aver progredito in questa formazione  il nostro cane mostrerà più fluidità nel momento di compiere il passo successivo e iniziare a starci accanto al guinzaglio nei diversi ambienti. Aspettiamoci di certo che egli non sarà così arrendevole al centro di un parco pubblico, come lo è stato nelle nostra casa, quindi vorrei suggerirvi di usare  (se necessario) un guinzaglio più lungo del solito, in modo tale da consentire al cucciolo una breve corsa per raggiungervi e ritirare il premio.

L’errore più comune

L’errore in cui si incorre più frequentemente, ancor prima di mettere il guinzaglio al proprio cane  è quello di dimenticare o più semplicemente, non essere consapevoli, del fatto che lui non immagina minimamente il perché, ne tanto meno ha volontà di assecondare, il nostro disperato bisogno di tenerlo forzatamente accanto a noi. Per qualche astruso motivo ci aspettiamo sempre che non appena  messo un guinzaglio, egli cominci militarescamente a stare rigorosamente al nostro fianco, seguendoci senza opporre alcuna resistenza.
A tutti i sognatori confidanti in questa improbabile procedura, mi preme comunicare, che la maggior parte dei cani prova un naturale disagio nel camminare strettamente al nostro fianco. Questa pratica, limita in modo ferreo il loro spazio vitale, rendendo quasi impossibili,  per loro, le normali interazioni con gli altri cani e con il territorio circostante. Nel ribadire sino allo spasimo che il nostro amico ha insite ancora le ancestrali, se pur sopite,  abitudini e istinti del lupo, mi piace ricordare che il guinzaglio, associato alla nostra stretta vicinanza, stanno al cane, come le manette stanno ad un umano. Essi sono di certo  consapevoli di quanto sopra descritto, ma per il nostro incondizionato amore, ci seguono e ci “scortano” in condizioni di elevato disagio, in quanto, ripeto, il  guinzaglio interferisce con la loro normale percezione.
Sarebbe utile, al fine di una corretta interpretazione, essere coscienti che è del tutto innaturale per un cane  camminare al nostro ritmo segnando il nostro passo e che in ultima analisi, non vi è alcuna ragione plausibile che spinga un cane a camminare su un lato specifico piuttosto che l’altro, anzi ad onor del vero,  lui sarà perennemente ossessionato dall’enorme dilemma di dove collocare se stesso.

Leonardo De Angeli

   

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