di MARIELLA ZADRO-
VITERBO- È iniziato questo pomeriggio il festival dove la parola viaggia tra intelligenza, libertà e futuro: “I Pirati della Bellezza”. Primo ospite Giulio Rapetti, in arte Mogol, nato a Milano il 17 agosto 1936.
Paroliere cresciuto a pane e musica, la sua fama è indissolubilmente legata al nome di Lucio Battisti, per il quale ha scritto celebri canzoni considerate tra i più grandi classici della musica italiana. Senza dubbio uno dei più grandi parolieri e scrittori di testi della storia moderna, Mogol ha scritto più di 1500 canzoni.
Accolto dal Rettore Stefano Ubertini, che ha salutato tutte le rappresentanze politiche,
amministrative, militari e i professori dell’UNITUS presenti per omaggiare il paroliere.
Carlo Galeotti direttore di Tusciaweb, visibilmente emozionato, ha intervistato Mogol cercando di carpirgli alcuni aneddoti famosi (come la storia dell’Arcobaleno) della sua intensa vita, nel mondo della musica.
A seguire la lettura della laudatio per la consegna del Sigillo dell’Ateneo al Maestro Mogol.
“Appunto tu chiamale se vuoi “Emozioni”. Per la sua opera sul linguaggio, per aver unito poesia e vita, cultura e popolo, letteratura e formazione, conferiamo a lei maestro Mogol il sigillo dell’Università degli Studi della Tuscia, come riconoscimento del percorso straordinario e come
segno concreto di gratitudine”.
Al termine lo spettacolo “Musica e parole” con il maestro Giuseppe Barbera al pianoforte.
Mogol ha commentato ogni brano presentato, invitando i presenti a cantare e il pubblico si è lasciato piacevolmente coinvolgere.
Un confronto tra memoria e futuro, tra la musica che ha accompagnato la storia del Paese e i nuovi modi di raccontare emozioni e libertà.
Foto di Mariella Zadro, Maria Antonietta Germano ed Ezio Cairoli. Video di Mariella Zadro.






































