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Il mostruoso femminile, Amanda Rosi in mostra a via Margutta con “Freak”, l’opera di nudo in chiave body horror

Dopo il percorso avviato lo scorso novembre con la presentazione dell’opera fotografica Animus Anima nella collettiva L’arte è donna e la successiva presenza stabile in galleria con opere esposte a rotazione, l’artista arriva ora a una mostra personale. Freak utilizza il nudo fotografico e il linguaggio del body horror per raccontare la violenza subita dall’essere umano in generale e dalla donna in particolare, sia come entità vincolata a un corpo, che come soggetto controllato dalla società.

“Se il corpo umano è una prigione, e quello della donna è una prigione mostruosa – afferma Amanda Rosi – Il femminile è da sempre soggetto alla volontà di controllo da parte della società, ma ciò che io rappresento, è anche la ribellione nei confronti di una biologia che ci penalizza come esseri umani, che è per me una violenza inaccettabile. Freak è la rappresentazione di quella violenza interiorizzata. È la trasfigurazione della venere paleolitica in soggetto orrorifico e pulp”.

Nel progetto emerge anche una riflessione su “un transumanesimo totalmente umanista che liberi la donna dal ruolo di incubatrice umana”. A differenza di chi lo giudica negativamente, io non do per scontato che il mondo debba essere per sempre governato da un’élite e manipolato dalle loro credenze distorte”.

Con Freak, Amanda Rosi porta a via Margutta un lavoro che intreccia fotografia, libro e video in un unico impianto narrativo, aprendo una riflessione contemporanea sul corpo e sulla sua rappresentazione.

Appuntamento dal 10 al 19 aprile 2026, con vernissage a via Margutta per vedere Freak prendere forma.

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