di MARIELLA ZADRO-
VITERBO- La storia religiosa sia nella Chiesa d’Oriente che in quella d’Occidente, in particolare a Costantinopoli ci racconta che Andrea era il fratello di san Pietro e come lui fu perseguitato e crocefisso.
Nella vita quotidiana svolgeva l’attività di pescatore. Fu lui che presentò a Gesù un bambino che aveva pochi pani e pochi pesci, da Lui furono moltiplicati per sfamare molte persone: è uno dei pochi miracoli di Gesù, descritti nei Vangeli.
Un’altra spiegazione la ricaviamo proprio dal significato della parola stessa. Infatti, pesce, in greco
si pronuncia XYOC (Ichtùs) Gesù Cristo figlio di Dio salvatore.
L’immagine del pesce è anche scolpita o affrescata nelle Catacombe, accanto ad una T (Tau greca) che ricorda sempre la persona del Salvatore.
Accanto a questa, c’è un’altra storia parallela, lasciata dalla tradizione popolare e raccontata dai nonni ai nipoti nella sera del 29 di novembre.
È soltanto viterbese l’usanza di regale pesci di cioccolato fondente (attualmente ci sono diverse versioni di cioccolato e anche di pasta di mandorle) e nasce nel quartiere di Pianoscarano.
Si ricorda che un parroco, nella Chiesa dedicata a Sant’Andrea, usava mettere tanti pesci nell’acquasantiera. L’indomani invitava i bambini ha “pescarne” uno.
Una tradizione che ancora si rinnova nel pomeriggio del 29 novembre.
Infatti, don Luca e don Dante, hanno concelebrato la santa messa officiata dal vescovo Orazio Francesco Piazza che ha ricordato quanto sia importante vivere questo momento.
“In questo periodo l’Avvento ci ricorda di darci un po’ di tempo. Condividiamo, carissimi tutti uniti un percorso: fai Signore che io ti desideri, desiderandoti ti cerchi, cercando ti incontri, incontrandoti ti ami e amandoti ti segua”.
Prima della benedizione, don Luca ha ringraziato il vescovo per la sua partecipazione ricordando la vita di Sant’Andrea, in particolare il significato della parola “desiderio”.
“Quel desiderio che gli ha permesso di cercare e seguire Dio. Un desiderio che caratterizza anche la nostra festa comunitaria, di questa sera, alla presenza delle Confraternite, la sindaca Chiara Frontini, Antonella Sberna vicepresidente del Parlamento Europeo, i consiglieri comunali Alessandra Purchiaroni e Paolo Moricoli, la Misericordia, le Associazioni e i tanti bambini che gremivano la chiesa”.
Al termine della cerimonia religiosa, tutti i presenti hanno ricevuto in dono il pesce di cioccolato mentre nella piazzetta antistante la chiesa le Sbandieratrici e Musici di Viterbo, con i volteggi delle bandiere, animavano la festa nel quartiere.
Grazie ai Comitati del quartiere e il Comitato Amici di Monterazzano hanno preparato alcune degustazioni tipiche per l’occasione: nell’oratorio latterini fritti, pizzette fritte salate e dolci, in piazza Fontan di Piano una ricca grigliata, per la gioia di tutti i presenti.
Un patrimonio di riti, simboli, e usanze che si manifestano in una festa identitaria, nella cultura del nostro territorio.

















