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Protezione Civile

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Il quartiere Santa Barbara festeggia i 30 anni di sacerdozio di don Claudio Sperapani

VITERBO – In occasione del 30mo anniversario di sacerdozio, a nome della comunità del quartiere Santa Barbara di Viterbo, desidero esprimere gratitudine e affetto a don Claudio Sperapani, nostro parroco e punto di riferimento umano e spirituale.

Festeggiare 30 anni di sacerdozio significa riconoscere l’immenso valore di un traguardo coronato dalla fedeltà, dalla dedizione e dal servizio alla Chiesa che merita tanta gratitudine ad un sacerdote che continua a rinnovare il suo “sì” a Cristo Gesù.

Arrivato nel 2013 in un quartiere popoloso ma assopito da una routine sempre più anonima, don Claudio ha saputo ridare vita, entusiasmo e partecipazione grazie alla sua presenza costante, al suo stile diretto e alla capacità di parlare alla gente con semplicità e profondità.

In questi anni ha dato vita alla formazione di gruppi di giovani e adulti, promuovendo attività ludiche, formative e di crescita personale; ha incoraggiato molte donne a impegnarsi come catechiste per insegnare i princìpi della fede cattolica a bambini e ragazzi nel loro percorso di crescita spirituale e con questa preziosa collaborazione per don Claudio è stato facile celebrare Battesimi, Comunioni e Cresime per molti ragazzi.

Le sue omelie domenicali, sempre radicate nel Vangelo, riescono a catturare l’attenzione dei fedeli grazie a esempi concreti, vicini al modo di pensare dei giovani e ai tanti interrogativi che la vita quotidiana pone loro. Una predicazione che non giudica, ma che invita alla fraternità, alla solidarietà e al rispetto reciproco.

Tra le iniziative più amate, i parrocchiani ricordano con riconoscenza l’organizzazione, ormai da diversi anni, del trasporto della “Mini Macchina di Santa Rosa” nel nostro quartiere, un evento che, fino a poco tempo fa, era prerogativa solo di due zone della città, quella del Pilastro e del Centro Storico, una manifestazione entusiasmante e coinvolgente che rappresenta un momento di identità, festa e partecipazione collettiva.

Don Claudio ha saputo unire spiritualità e convivialità, preghiera e comunità, tradizione e creatività. Ha ravvivato un quartiere che rischiava di spegnersi nella monotonia, restituendogli energia, relazioni umane e senso di appartenenza.

Per tutto questo, noi parrocchiani ringraziamo il Signore per averci donato un sacerdote come lui e rinnoviamo a don Claudio la nostra stima, la nostra vicinanza, il nostro affetto e il nostro augurio più sincero: che il suo Ministero continui a essere luce, guida e casa per tutti noi.

                         Roberto Talotta a nome della Comunità di Santa Barbara