Il Rotary Club e la Banca di Viterbo insieme per il recupero delle due cappelle della chiesa di S.Maria Nuova

Restaurare gli affreschi di due cappelle della chiesa di S. Maria Nuova, una delle più antiche e caratteristiche chiese viterbesi. A questo mira il progetto di valorizzazione dei tesori della città di Viterbo, portato avanti dal Rotary Club di Viterbo, partito cappella-santa-maria-nuova-copertinanel 2003 con il recupero dell’unico affresco attribuito al pittore Matteo Giovannetti nella chiesa di S. Maria Nuova e successivamente il restauro della pala d’altare “La gloria di San Lorenzo” di Giovanni Francesco Romanelli, sito nella cappella retrostante l’abside della cattedrale, nonché

la realizzazione della porta centrale in bronzo della cattedrale stessa.

Stamani, alla presenza del Vescovo di Viterbo Lino Fumagalli, il presidente Mario Moscatelli del Rotary Club di Viterbo ha presentato il progetto del restauro degli affreschi delle due cappelle reso possibile grazie al cospicuo contributo finanziario della Banca di Viterbo. cappella-santa-maria-nuova2Presente stamani, il presidente della Banca di Viterbo, avvocato Luigi Manganiello, insieme ad Emanuele Ioppolo, della ditta Novae Art, che si occuperà dei restauri, a don Angelo Gargiulli ed all’assessore comunale ai Lavori pubblici, Raffaella Saraconi. Don Angelo ha ringraziato la Banca di Viterbo ed il suo presidente Manganiello, il Rotary Club di Viterbo ed il prof. Ioppolo perché dopo 100 anni dalla scoperta di questi dipinti (1914), finalmente subiranno delle opere di restauro .

Il presidente del Rotary, Moscatelli , dopo aver ricordato che questa iniziativa rientra in una visione più ampia che il Rotary ha di una società in cui si deve operare e dopo aver sottolineato la donazione avvenuta stamani di un automezzo alla Caritas, ha invitato anche le istituzioni e le altre associazioni a collaborare in questo senso.

Tornando al progetto di restauro gruppo2delle due cappelle, Moscatelli ha quindi affermato: “ La Soprintendenza ai Beni archeologici , artistici ed entnoantropologici gruppo-santa-maria-nuovadel Lazio ha approvato il nostro progetto, autorizzando i lavori. Un rapporto concreto è stato avviato anche con l’Università per fare i rilievi e le valutazioni. La dott.ssa Claudia Pelosi ha mandato oggi una sua collaboratrice Giorgia Agresti”.

Infine, Moscatelli ha parlato di una durata dei lavori  di 4-5 mesi.

Emanuele Ioppolo ha spiegato il lavoro  di restauro che verrà eseguito sulle due cappelle: “ Le due cappelle sono site nella navate destra della chiesa e sono realizzate in epoche diverse.

Sulla parte frontale della prima cappella , denominata Aldobrandeschi, realizzata da un maestro della scuola toscana del XIII secolo per commemorare Monaldo Fortiguerra, legata a canoni bizantini, è presente un affresco raffigurante La crocifissione con la Madonna, San Giovanni , Santa Barbara e San Nicola. In basso, ai piedi del Crocifisso, è raffigurato il donatore dell’opera in ginocchio in preghiera. Nella fascia inferiore di questo dipinto murale, si trovano degli stemmi araldici e le figure di due Santi.

Nella seconda cappella, Monaldeschi, attribuita a Francesco D’Antoni Zacchi , detto “Il Balletta”,  adiacente alla prima, è presente un affresco del XV raffigurante una crocifissione con la Madonna, San Giovanni , Sant’Ambrogiodon-angelo-gargiuli che raccomanda un chierico ed alcuni angeli.

Sui monti laterali sono raffigurati Santa Caterina d’Alessandria e Santa Barbara mentre nell’intradosso dell’arco sono presenti i santi Lorenzo, Paolo, Giovanni Battista, San Michele Arcangelo, Pietro e Stefano.

Lo stato di conservazione di questi dipinti è alquanto precario. Gli artisti sono intervenuti a secco con un legantepresidente-rotary-club a base di calce – ha specificato Emanuele Ioppolo – Questo ha comportato il maggior degrado. Abbiamo alcuni lacerati di azzurriti che si sono trasformati in malachiti. Ci sono, quindi, anomalie che dovranno essere sanante con delle microiniezioni.

Vi sono anche molte lacune che verranno trattate cromaticamente sempre nel rispetto della patina. Il lavoro sarà seguito dalla stessa Soprintendenza ai Beni storici, artistici ed entroantropologici del Lazio e dal laboratorio del dipartimento di Scienze dei Beni culturali dell’università della Tuscia”.

Il presidente della Banca di Viterbo,emanuele-ioppolo Luigi Manganiello ha esteso un plauso al Rotary Club. “Abbiamo accettato di buonluigi-manganiello grado di partecipare a questa iniziativa – ha affermato – Noi stiamo attraversando una crisi economica profonda, che è anche una crisi culturale. La situazione del nostro patrimonio artistico è drammatica e Viterbo è la città di monumenti e di chiese. Ma per me questa è forse la migliore chiesa di Viterbo, un vero gioiello. Abbiamo contribuito a questo restauro perché siamo l’unica banca locale e vogliamo dare un esempio perché anche altri enti possano contribuire ad interventi simili per altre chiese e monumenti”.emanuele-ioppolo-spiegazioni

L’assessore ai Lavori pubblici Saraconi, raffaella-saraconidopo essersi complimentata per l’iniziativa, definendo pregevoli gli affreschi, ha detto: “Vi ringrazio in qualità di amministratore due volte: perché avete donato alla Caritas uno strumento necessario e perché restituite alla città un’opera d’arte di pregio. Noi amministratori ci sentiamo spesso impotenti nei confronti di chi ha bisogno e,quindi, non posso che portare la gratitudine mia e del sindaco perché state collaborando con noi per dare risposte alla nostra città”.

In ciò ringrazio anche la Banca di Viterbo, che dimostra di avere cultura, non solo il senso del denaro e del profitto. Spero che anche noi amministratori saremo all’altezza di compiere qualcosa di buono”.

Al riguardo il presidente Moscatelli ha subito annunciato all’assessore Saraconi che il Rotary ha già in cantiere un altro progetto in cui risulta determinante il sostegno del Comune. Presente stamani anche l’assistente del Governatore del Rotary , la prof. Agata Severi, agata-severi-rotaryche ha sottolineato come non sia sempre facile avere la capacità di lettura dei bisogni del territorio. Don Angelo ha ricordato come i parroci, soprattutto del centro storico, vanno avanti con il sostegno di una popolazione minima di fedeli e come, quindi, sia determinante la collaborazione per mantenere una storia dell’arte.

E’ stato, quindi, il turno del Vescovo Fumagalli, che ha ribadito come ci sia bisogno di sinergie allargate a tutti. “Viterbo ha bisogno dell’amore di tutti i cittadini per vescovo-fumagalliconservare quanto ci è stato tramandato, dei gioielli come quelli di Tuscania. Noi nell’ultimo periodo abbiamo realizzato due chiese: un prefabbricato e riadattato una vecchia fabbrica. Opere brutte, realizzate in situazioni economiche diverse rispetto al tempo delle opere mirabili di Tuscania. Se riusciremo, quindi, a conservare tutto ciò, parroco-santamarianuovail gusto della bellezza e l’amore per la città, allora riusciremo anche a trasmettere queste opere ed a passare il testimone alla futura generazione”. Il Vescovo ha, quindi, ammesso che la chiesa di S.Maria Nuova è il suo primo amore, mentre il sui secondo è la chiesa di San Giovanni in Zoccoli seguita da San Sisto , “che avrebbe bisogno di un restauro”.

Il vescovo ha poi benedetto tutti i presenti augurando un buon lavoro.

   

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