“Il Sal8 delle 6” rende omaggio a Fellini con due ospiti d’eccezione: Gianfranco Angelucci e Nicola Longo

Due serate intense, in cui la vita, i segreti, le curiosità e la genialità del Maestro Federico Fellini sono state messe a nudo. Emozioni, ricordi, avventure che ci hanno permesso di scoprire questo personaggio non solo, come eravamo abituati,Angelucci attraverso i commenti di prestigiosi critici cinematografici o gli articoli dei giornali scandalistici, ma da due uomini che con il cineasta hanno trascorso una parte della loro vita, in periodi e con ruoli diversi. Due

testimonianze, quelle del regista e biografo di Fellini Gianfranco Angelucci e dell’ex commissario di Polizia Nicola Longo, noto agente segreto della Narcotici che ha combattuto eroicamente la criminalità organizzata in Italia e all’estero, proposte all’interno della Rassegna “Il Sal8 delle 6”, ideata da Pasquale Bottone, e che il pubblico ha accolto calorosamente il 13 e il 14 novembre scorsi, presso la biblioteca di Viterbo. “Dopo l’edizione dello scorso anno interamente dedicata a cinquant’anni di misteri italiani (“Il lato oscuro del Belpaese”) giunto alla XV edizione – spiega Pasquale Bottone – “Il Sal8 delle 6”, anche per la prossima edizione a tema, il cui inizio è previsto a fine gennaio, ha deciso di continuare a dare grande spazio al giornalismo d’inchiesta e alle pubblicazioni che cerchino, in qualche modo, di far luce sui più clamorosi casi di ingiustizia e malaffare nazionali, di verità non svelate spesso contro ogni evidenza. In questi “extra – anteprima” di dicembre ho creduto opportuno, nell’omaggio a Fellini a vent’anni dalla scomparsa, mettere in evidenza il suo animo di italiano indignato dalle tante incongruenze dello status quo che addirittura medita di mettere in cantiere un film sulla decadenza patria e sull’inabissarsi del senso di legalità affidandosi ai racconti di un poliziotto di lungo corso, che mette abitualmente a rischio la sua vita a difesa della collettività. Questo poliziotto era ed è ovviamente Nicola che siamo stati felicissimi di avere nostro ospite e che confidiamo di riavere al più presto perché le sue storie vissute, da lui narrate con grande semplicità ed efficacia ci hanno appassionato e continueranno ancora ad appassionarci a lungo, anche perché sono tante, singolarissime e molte ancora con tanti aspetti inediti su cui fermarsi a discutere”. A introdurre le due giornate è stato Gianfranco Angelucci con il libro “Segreti e bugie di Federico Fellini – Il racconto dal vivo del più grande artista del ‘900. Misteri, illusioni e verità inconfessabili” (Luigi Pellegrini Editore, 2013) che ha sottolineato: “Ho avuto la fortuna di conoscere il Maestro a 22 anni e l’ho “lasciato” quando lui è scomparso. Ho potuto esplorare una terra sconosciuta e con questo libro mi è sembrato doveroso riferire le meraviglie a cui ho potuto assistere, mi sembrava la giusta conclusione di un rapporto durato 25 anni. Desideravo raccontare e condividere con i lettori questo vissuto legato a un personaggio che ha dato moltissimo a tutti noi, sempre a “piene mani”. Libro che si aggiunge a “Fellini F. (edito da Avagliano) in cui lo stesso autore raccontava la scomparsa del cineasta. Altrettanto interessante è stato poi l’intervento di Nicola Longo su cui lo stesso Fellini desiderava fare un film ma che una prima volta saltò per ragioni di costi e soprattutto per salvaguardare la sua vita (cosa che l’autore seppe parecchi anni dopo)e che in seguito non venne più realizzato data la scomparsa del regista. Una pre sceneggiatura raccolta nel libro: “Poliziotto –Storie vere di Nicola Longo” dove si narra la loro amicizia (e la cui prefazione è stata fatta dallo stesso Angelucci) e le avventure rocambolesche di questo poliziotto che Fellini aveva soprannominato: “il poeta con la pistola” e che aveva conosciuto grazie a Tonino Guerra, il grande sceneggiatore di fama mondiale. “Si tratta di un racconto – ci spiega Nicola Longo – che ho tenuto nel cassetto per oltre 20 anni. Dopo la morte di Federico, non intendevo cedere i diritti a chicchessia: molti registi e produttori in questi anni mi hanno sollecitato per acquisirne i diritti e realizzarne un film o una serie televisiva ma …non ho mai accettato. Poi quest’anno, insegnando presso il Master di II livello in Scienze Forensi presso l’Università “La Sapienza” di Roma (l’autore ha tenuto lezioni anche presso l’Università dell’Aquila nel master in Scienze delle Investigazioni), qualcosa è cambiato. Molti giovani studenti mi hanno chiesto che fine avesse fatto “Poliziotto” e il manoscritto “La valle delle farfalle” (testo di esame) che ancora prima di “Poliziotto” interessò Fellini nella realizzazione di un film. Ho considerato così che fosse giunto il tempo di condividere con gli altri questo scritto, qualcuno mi ricordò anche che non era giusto nei confronti del geniale Fellini, non pubblicarli. Osservazioni che mi hanno fatto molto riflettere e che quindi mi hanno spinto a pubblicare questo testo e a programmare invece per il prossimo anno l’uscita de “La valle delle farfalle”.

   

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