di WANDA CHERUBINI-
VITERBO- Si è svolta questa mattina, in oltre venti comuni italiani, l’iniziativa “Il sapere è di tutti”, promossa dall’Università degli Studi Guglielmo Marconi. Per la Tuscia, l’appuntamento ha avuto luogo nella sala comunale di Vitorchiano, con la partecipazione del prof. Tommaso Saso e di un pubblico numeroso, accolto dal sindaco Ruggero Grassotti.
Ad aprire i lavori è stato proprio il primo cittadino, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa: “Il sapere dovrebbe guidare il nostro modo di vivere. L’Università Marconi ha scelto di avvicinarsi ai cittadini e noi abbiamo accolto con entusiasmo questo invito”, ha dichiarato Grassotti, rimarcando l’importanza della scuola come luogo di diffusione della conoscenza, dalla primaria fino all’università.
Il sindaco ha ricordato l’impegno dell’amministrazione sul fronte scolastico, con la presenza a Vitorchiano di scuole per l’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, e ha annunciato l’imminente apertura di un asilo nido: “Vogliamo sostenere il mondo scolastico e del sapere, che ha bisogno di spazi e contenitori dove possa svilupparsi e crescere”.
Il prof. Tommaso Saso ha quindi preso la parola con una conferenza dal titolo “AI e territorio. L’intelligenza artificiale come motore della rinascita sociale”. Nel suo intervento, Saso ha analizzato l’impatto delle nuove tecnologie sulla vita quotidiana e sul mondo del lavoro: da un lato la scomparsa di mestieri tradizionali, dall’altro la nascita di nuove opportunità professionali. L’IA – ha spiegato – non rappresenta un’intelligenza nel senso umano del termine, ma piuttosto la capacità di elaborare risposte probabilistiche basate sull’interrogazione di enormi quantità di dati.
“L’intelligenza artificiale non è la soluzione a tutto, ma può diventare uno strumento prezioso se affiancato alle soft skills umane come empatia, creatività e pensiero critico, qualità che le macchine non possiedono”, ha sottolineato il professore.
Uno degli esempi più significativi citati riguarda la sanità: l’IA è in grado di leggere referti e radiografie con un margine di errore inferiore a quello umano (8% contro il 12% dei medici), percentuale che potrebbe scendere ulteriormente se utilizzata in sinergia con i professionisti. Tuttavia, Saso ha ribadito che il ruolo del medico resta insostituibile, grazie alla componente empatica e alla capacità di comprendere il paziente, aspetti fondamentali anche nella cura delle malattie.
L’iniziativa di Vitorchiano ha dimostrato come la diffusione del sapere e il confronto diretto con i cittadini possano contribuire a costruire una società più consapevole e preparata ad affrontare le sfide poste dalle nuove tecnologie. L’intelligenza artificiale, se ben compresa e utilizzata, non sostituirà l’uomo, ma potrà affiancarlo e potenziarne le capacità, mantenendo al centro i valori umani che nessuna macchina potrà replicare, almeno per ora.























