Il senatore Bonatesta invita il Procuratore Capo Pazienti ad intervenire per stabilire eventuali responsabilità nella vicenda Arsenico

Riceviamo e pubblichiamo dal senatore Michele Bonatesta: “Illustrissimo dr. Alberto Pazienti, Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Viterbo;

foto-triubale-con-sole2non so Lei ma io sono del tutto sconcertato e – lo dico senza ipocrisia – comincio a non capirci più niente, comincio a pensare di non aver capito assolutamente niente sin dall’inizio della vicenda.

Mi riferisco, egregio dr. Pazienti, alla vicenda dell’acqua inquinata dall’arsenico (e non solo) che dal 2001 sgorga sicuramente dai rubinetti delle nostre abitazioni, da quelli dei negozi, da quelli degli esercizi pubblici, degli ospedali, delle mense eccetera eccetera eccetera.

 

Ho detto dal 2001, esimio Procuratore Capo, ma solo in quanto per i periodi precedenti non ci sono notizie certificate in assenza delle quali – purtroppo – potremmo comunque sentirci ugualmente autorizzati a pensare di sì, vale a dire che l’arsenico e gli altri elementi inquinanti presenti attualmente nell’acqua potabile,a Viterbo e provincia, vi siano sempre stati e… non siano improvvisamente comparsi solo nel 2001.

Ma prima – Le dicevo – non si sapeva.

Si è saputo dal 2001, se non vado errato.

Siamo nel 2013, quasi nel 2014 e… siamo ancora all’inizio della vicenda, nonostante le proroghe concesse ora per un motivo ora per un altro.

Ma le proroghe, egregio dr. Pazienti, servono solo a salvaguardare politici ed amministratori da possibili sanzioni amministrative da parte dell’Unione Europea.

Se l’arsenico avvelena, infatti, continua ad avvelenare nonostante le proroghe concesse.

Se l’arsenico nuoce alla salute, infatti, il danno esiste sempre, proroga o non proroga.

Evidentemente politici ed amministratori pensano di avere una ‘ licenza di ucciderci ‘ che nessuno ha dato loro dato che nelle deroghe questa ‘ licenza ‘ non è assolutamente contemplata.

La ‘ licenza di uccidere ‘ i nostri politici ed i nostri amministratori pensano – evidentemente – che derivi direttamente dal loro status di politici, di amministratori, di uomini pubblici.

Ma Lei sa perfettamente, illustrissimo Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Viterbo, che non è così.

Noi tutti sappiamo che non è così e se i politici, gli amministratori, gli uomini pubblici continuano a pensare il contrario, continuano cioè a credere di  poterci avvelenare impunemente grazie ad una qualche immunità di cui potrebbero godere, occorre far capire loro che non è così.

Essì, che… loro non hanno nessuna immunità.

Che non hanno nessuna licenza di ucciderci, nonostante le proroghe, nonostante le deroghe.

Che… pensare il contrario è da stupidi.

Che… pensare il contrario è da arroganti e che l’arroganza unita alla stupidità alla fine crea i danni che sono sotto gli occhi di tutti dato che – insieme – servono semplicemente a nascondere la totale incapacità di fare qualcosa da parte loro.

Se non è dolo, insomma, quantomeno è colpa, illustrissimo dr. Pazienti.

Prima la scusa erano i dearsenificatori che non c’erano.

Poi la colpa dei ritardi nella istallazione dei dearsenificatori è stata attribuita alla mancanza di soldi.

A questo punto è iniziata la diatriba sulla responsabilità di chi avrebbe dovuto sborsare i soldi necessari e non lo faceva.

Poi sono stati avviati i primi dearsenificatori.

Ora scappa fuori , esimio dr. Pazienti che… i dearsenifictori non servono a niente.

Che, in ogni caso, costerebbero troppo.

Che, in ogni caso, nessuno sarebbe disposto ad assumerne la gestione e la manutenzione.

Scappa fuori, insomma, che… l’unica soluzione sarebbe ricominciare tutto da capo.

Perché il problema va (ancora e di nuovo )  studiato.

Perché occorre individuare nuove soluzioni.

E – per questo – ora viene investita del problema l’Università della Tuscia.

Oggi, però, Le dicevo.

Come se l’Università della Tuscia non ci fosse stata anche nel 2001 e… prima ancora.

Nel frattempo però, illustrissimo Procuratore Capo, sono state autorizzate le casette dell’acqua ( di Biancaneve) dove i viterbesi possono pagare tranquillamente per la seconda volta ( la prima è con le bollette della Talete) l’acqua dell’acquedotto.

Eggià, l’acqua dell’acquedotto che è avvelenata dall’arsenico e non solo ( e che in questo caso dovrebbe essere pagata al 50% del costo) e l’acqua delle ‘ casette di Biancaneve ‘ dove l’acqua è depurata dai dearsenificatori che però – oggi – si dice non servano a niente tant’è che i nostri amministratori ed i nostri politici avrebbero abbandonato ( o starebbero per abbandonare ) questa strada in attesa che l’Università della Tuscia ne indichi un’altra.

E’ pazzesco, signor Procuratore.

E’ semplicemente allucinante, illustrissimo dr. Pazienti.

A nessuno può essere concesso di avvelenare la gente impunemente.

Nessuno ha la licenza di ucciderci lentamente con l’arsenico servito nell’acqua potabile che… potabile in effetti non è.

Nessuno può ‘ lucrare ‘ su un equivoco che tale non è.

A questo punto occorre fare chiarezza su tutto, illustrissimo dr. Pazienti, anche… sulle casette dell’acqua visto che – di mezzo – ci sono i soldi.

I soldi dei cittadini viterbesi, signor Procuratore.

L’acqua che viene prelevata dall’acquedotto, per esempio, viene pagata alla Talete ?

E come viene conteggiata, eventualmente, la quantità prelevata dalle varie ‘ casette ‘?

Io non so se sia mai stata aperta un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Viterbo sulla vicenda-arsenico-nell’acqua-potabile.

Quello che so è che il sottoscritto l’inchiesta l’ha sollecitata più volte e che oggi torna a sollecitarla ufficialmente.

Non importa più – a questo punto – quando e da chi il problema sarà risolto, illustrissimo Signor Procuratore.

Nossignore.

Oggi quello che Le si chiede è di appurare le responsabilità ‘ penali ‘ ( se e laddove esistano) per avere avvelenato i cittadini dal 2001 ad oggi, sapendo che l’acqua fornita ( a pagamento e per intero) era inquinata e non avendo fatto nulla di concreto per impedire definitivamente – a tutt’oggi – che l’avvelenamento proseguisse.

Ovviamente… se di avvelenamento si può parlare, egregio dr. Pazienti.

Altrimenti… altrimenti potrebbe esserci stato il… procurato allarme.

Ma… procurato allarme da parte di chi ?

Non sta a me, insomma, suggerire a Lei indicazioni  di possibili, eventuali reati contro la salute pubblica.

Non mi permetterei mai.

Per questo c’è Lei.

Per questo c’è la Procura della Repubblica di Viterbo.

Per questo ci sono i suoi collaboratori.

Ma tutti noi, Suoi concittadini, a questo punto pensiamo di avere diritto ad ottenere una risposta.

Anzi… anzi due risposte.

Tutti noi vorremmo sapere, cioè, se è vero che ci stanno ‘ avvelenando ‘ con l’acqua all’arsenico e non solo ( come ha più volte ribadito la medicina ufficiale anche ad alti livelli ) e vorremmo sapere – in quest’ultimo caso – chi sono i responsabili dal punto di vista penale dell’avvelenamento… di massa.

Perché… perché se c’è un reato, illustrissimo dr. Pazienti, dovrà pur esserci anche un colpevole o più colpevoli.

O no, gentilissimo signor Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Viterbo, dr. Alberto Pazienti?”.

   

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