Il senatore Bonatesta sulla questione della nuova sede della Provincia

Riceviamo dal senatore Bonatesta e pubblichiamo: “Essì, sembrerebbe proprio di sì. Sembrerebbe proprio che a Palazzo Gentili ci sia qualcuno che sta provando a rimettere in gioco la possibilità di trasferire gli uffici dell’assessorato Ambiente, Cultura, Sport e Turismo della Provincia di Viterbo dall’attuale sede della ex Questura, in via Saffi, in altro… loco. Dove ? Non si sa o – per meglio dire – nessuno lo dice ma sicuramente qualcuno che dovrebbe sapere dov’è che si vorrebbero (ri)collocare gli uffici in questione sicuramente c’è. Essì, lo stesso presidente della Provincia di Viterbo, l’on. Marcello Meroi,

per esempio, qualcosa ( questa, almeno, è la nostra opinione ) potrebbe saperla se è vero che ( a suo tempo ) non fece in tempo a mettersi seduto sulla poltrona presidenziale di Palazzo Gentili che subito ‘ scoprì ‘ che ( forse) i locali della ex questura erano poco sicuri, che ( forse) erano quasi inagibili, che ( forse) sarebbe stato meglio sgomberarli, che ( forse ) sarebbe stato meglio trasferire i dipendenti ( per motivi di sicurezza ) in un altro stabile. Dove, appunto ? Nemmeno allora fu detto ma era evidente che qualche idea in mente il presidente Meroi doveva pur averla per essere partito così a gamba tesa su un argomento che nessuno dei sui predecessori aveva mai sollevato, vale a dire la ‘ presunta ‘ inagibilità dell’edificio della ex questura in via Saffi. Ma fummo proprio, noi, all’epoca, a mettere il bastone tra le ruote ( se così si può dire ) all’appena insediato presidente della Provincia sollevando forti perplessità sulla effettiva inagibilità dei locali dell’assessorato all’ambiente e quindi sulla reale ‘ priorità ‘ di un intervento in tal senso da parte della Provincia di Viterbo, alle prese con le ben note… difficoltà di bilancio sin da allora.

Fatto sta che, poco dopo, nessuno parlò più del possibile sgombero dei locali della ex questura o – quanto meno – della possibile acquisizione di altro immobile per trasferirvi parte degli uffici della Provincia di Viterbo. Questo – dicevamo – sino al 4 giugno scorso quando un gruppo di dipendenti in servizio nei locali a suo tempo ‘ incriminati ‘ non ha deciso di prendere carta e penna per… riproporre il problema della sicurezza dei locali, per richiamare l’attenzione ‘ di chi di dovere ‘ sulla eventuale inagibilità dell’edifico della ex questura.

Eggià: l’attenzione di… chi di dovere ? Ma di chi, in effetti, i dipendenti avrebbero dovuto richiamare l’attenzione ? A nostro avviso del Presidente della Provincia. Magari del segretario generale. Magari dell’assessore all’ambiente. Magari della Prefettura. Magari dei Vigili del Fuoco. Ed invece… invece no. A chi si sono rivolti i dipendenti firmatari della seppur breve missiva con la quale hanno denunciato nuovamente la possibile inagibilità dei locali dove lavorano ? Ai sindacati. Ai rappresentanti sindacali Francesco Alloro, Lucia Modonesi e Alessandro Serafini. Essì. Eggià. Epproprio. I dipendenti hanno scritto a questi tre rappresentanti sindacali chiedendo loro di conoscere se “… l’edificio sia provvisto di certificato di collaudo statico, di idoneità statica o di regolare esecuzione.

Si fa presente – proseguono – che l’assenza di uno di questi certificati andrebbe a costituire un fattore di rischio ELEVATO secondo la tabella di criticità riportata nel documento di ‘ Valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori e relative misure di prevenzione e protezione ‘ redatto a cura dei responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione. “ Non solo. “ I sottoscritti – prosegue la nota – richiedono inoltre di prendere visione delle relazioni tecniche a seguito delle quali è stato emanato il decreto del Presidente della Provincia n. 110 del 18/05/2010 con cui è stato ordinato lo sgombero di metà palazzo e del cortile interno e delle relazioni tecniche che hanno giustificato l’attuale utilizzo del cortile interno come parcheggio delle autovetture dell’Ente “. Giusto. E’ giusto e sacrosanto che i dipendenti si preoccupino per la loro sicurezza ma… ma perché si rivolgono ai sindacati ? Cosa c’azzeccano i sindacati ? Essì, anche questa volta… la cosa non ci convince. Così come non ci convince il fatto che un altro sindacalista figuri tra i firmatari della lettera anziché tra i destinatari visto che la lettera è stata indirizzata a questi ultimi. Il signor Omero (?) Petra, infatti, secondo firmatario della lettera in questione, non è forse un sindacalista della Ugl ? E non è forse proprio la Ugl quella ‘ vicina ‘ ( politicamente ) al Presidente della Provincia Marcello Meroi ? Come è possibile che la Ugl scriva agli altri sindacati chiedendo loro di intervenire anziché intervenire lei stessa per prima? E poi: che senso ha sollevare il problema proprio ora che le Province potrebbero essere cancellate, a cominciare proprio da quella di Viterbo ? Intendiamoci, se i motivi di sicurezza fossero reali, non ci sarebbe nulla di strano nella richiesta dei dipendenti se non… se non il fatto che la stessa sia stata indirizzata – come già detto – ai sindacati.

Il nostro parere ? Noi pensiamo ( ma sicuramente ci possiamo sbagliare ) noi pensiamo che proprio per via della possibile ‘ cancellazione ‘ della Provincia di Viterbo a ‘ qualcuno ‘ sia tornata in mente la possibilità di fare un favore ‘ in articulo mortis ‘ (di Palazzo Gentili) a qualche proprietario di locali che potrebbero essere idonei al… trasferimento. E pensiamo anche ( ma sicuramente possiamo sbagliare ancora) che… suonare un campanello d’allarme in questo momento, potrebbe servire ( magari ) a ‘ strappare condizioni più vantaggiose ‘ ( per così dire ) da parte degli attuali proprietari a fronte del pericolo di un ‘ abbandono ‘ degli attuali locali. Ma, ovviamente, per rimettere in moto un’operazione che a qualcuno (come noi, per esempio) avrebbe potuto sollecitare gratuiti sospetti, ci voleva qualche altro ‘ al di sopra di ogni sospetto ‘ che facesse proprie le preoccupazioni dei dipendenti. E chi meglio dei sindacati ? Sempre che, come già detto, qualcuno sia in grado di spiegarci… cosa c’azzeccano. O no ? “

   

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