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Il solstizio d’estate continua ad illuminare i segreti della chiesa di Santa Maria in Castello a Tarquinia

TARQUINIA (Viterbo)- Con l’avvicinarsi del solstizio d’estate, i raggi del Sole tornano a disegnare giochi di luce affascinanti tra le mura antiche della chiesa di Santa Maria in Castello, a Tarquinia. Non si tratta soltanto di effetti suggestivi, ma di fenomeni astronomici reali, studiati con rigore scientifico da Stefano Cavalieri, esperto di orientamento delle strutture sacre in relazione ai cicli celesti.
Dopo alcuni anni di rilievi, misurazioni, fotografie e riprese video, Cavalieri è prossimo alla pubblicazione di un’importante ricerca sull’edificio, prevista entro l’anno. Nell’attesa, anticipa in esclusiva due particolari eventi luminosi che si verificano soltanto in prossimità del solstizio estivo, capaci di trasformare la chiesa in un autentico “calendario di pietra”.
Il sole sull’asse: la processione di luce
Uno di questi fenomeni si manifesta quando il Sole si trova ortogonale all’asse longitudinale della chiesa. In quell’istante, la luce attraversa i finestroni laterali e il rosone con un’inclinazione perfetta, creando una sorta di processione luminosa: un susseguirsi di fasci di luce che si allineano lungo la navata centrale, formando un percorso simbolico che va dal portale d’ingresso fino all’altare maggiore. Un cammino di luce, come se volesse farsi pellegrina.
Al calar del sole, un altro spettacolo prende vita. Anche se l’abside della chiesa non è perfettamente allineata con il punto esatto del tramonto al solstizio d’estate, la disposizione architettonica permette alla luce di penetrare dalle absidiole laterali e dal catino absidale centrale, dirigendosi verso i portali principali. Pochi gradi prima dell’allineamento perfetto, però, l’effetto luminoso svanisce. Un dettaglio che rivela un’intenzione progettuale precisa: evocare il fenomeno solstiziale senza aderirvi completamente. Una scelta dal forte valore simbolico, che ha una sua spiegazione tecnica dovuta all’orientazione che prende invece ad est e di conseguenza uno spostamento dell’’impianto oltre il tramonto estivo ma che riesce a soddisfare un tramonto lunare.
Come annunciato dallo stesso Cavalieri, una conferenza pubblica si terrà nei prossimi mesi per illustrare in dettaglio tutti i risultati della ricerca. In quella sede sarà anche presentata la pubblicazione ufficiale, destinata a offrire nuove chiavi di lettura sulla funzione astronomica e simbolica dell’antico edificio.
Cavalieri ringrazia Alessio Gambetti presidente dell’associazione culturale Tarquinia nel Cuore che ha accolto subito lo studio aiutandolo con il suo prezioso supporto tecnico e Mons. Rinaldo Copponi per aver garantito l’accesso alla chiesa durante il suo mandato.
In un tempo in cui osserviamo il cielo attraverso gli schermi, questi eventi ci ricordano che un tempo luce, architettura e spiritualità erano un tutt’uno. Il Sole non era solo fonte di vita, ma parte integrante dello spazio sacro. E oggi, grazie a queste nuove scoperte, Santa Maria in Castello a Tarquinia, torna a parlare con la sua voce luminosa.

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