Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Parola del Signore
COMMENTO: Nel cuore della Pasqua risuona un annuncio universale, proclamato in tutte le lingue del mondo: Cristo è risorto. È un messaggio di gioia e di pace che attraversa culture e tradizioni, ricordando il significato più profondo di questa festa: il passaggio dalla morte alla vita, dal dolore alla speranza.
La Pasqua celebra l’incontro con il Risorto, testimoniato nei Vangeli dalle donne e dai discepoli. Non si tratta di un evento osservato, ma vissuto: Cristo non è stato visto nel momento della risurrezione, ma è stato incontrato vivo. È questa esperienza diretta che ha dato origine alla fede e alla missione dei primi cristiani, chiamati a diffondere l’annuncio: “Abbiamo visto il Signore”.
I racconti evangelici mostrano come il Risorto si manifesti in modi sorprendenti: a Maria di Magdala, ai discepoli riuniti, a Tommaso e lungo la strada di Emmaus. In questi incontri emerge un elemento fondamentale: riconoscere Cristo richiede uno sguardo di fede, capace di andare oltre le apparenze e il passato.
La luce del fuoco pasquale, accesa durante la Veglia, diventa simbolo di questa nuova vita: una speranza che illumina le tenebre e apre alla promessa della resurrezione per tutti. La tradizione cristiana vede in questo evento la certezza di un destino che supera la morte, affermando che l’uomo è chiamato alla vita piena, non alla fine.
In un mondo segnato da conflitti e sofferenze, il messaggio pasquale invita a non fermarsi al “sepolcro”, ma a guardare oltre. Anche nelle difficoltà, la resurrezione rappresenta una promessa di rinascita e di vittoria sul male.
La Pasqua diventa così un invito concreto: non solo celebrare, ma testimoniare. Diffondere pace, offrire perdono, costruire relazioni autentiche sono i segni tangibili di una fede vissuta. Come un passaparola di speranza, l’annuncio della resurrezione continua ancora oggi attraverso gesti semplici ma profondi, capaci di portare luce nelle vite degli altri.








