Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Parola del Signore
COMMENTO: Il Vangelo di questa domenica presenta le tre grandi testimonianze di san Giovanni Battista come un invito attuale a rinnovare la nostra scelta di essere discepoli missionari di Gesù Cristo. Attraverso la sua vita e la sua parola, Giovanni indica uno stile cristiano fondato sulla preghiera, sull’umiltà del servizio e sull’annuncio della dignità di tutti come figli di Dio.
La prima testimonianza nasce dalla profonda familiarità di Giovanni Battista con la Parola di Dio. Uomo di preghiera e di meditazione delle Scritture, egli riconosce in Gesù il “Servo sofferente” annunciato dal profeta Isaia e lo proclama con parole decisive: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo». Giovanni contempla fin dall’inizio Gesù come colui che prende su di sé il peccato dell’umanità, solidale con i poveri e con i peccatori. Questa testimonianza invita anche oggi i cristiani a custodire la Parola nel cuore, a conoscerla e a viverla nella quotidianità, alimentati dai sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell’Eucaristia.
La seconda testimonianza è segnata dall’umiltà. Giovanni sa che la sua missione non è attirare a sé, ma indicare Cristo e poi farsi da parte. «Egli deve crescere e io diminuire», afferma con chiarezza. Il Battista accetta di scomparire affinché la luce di Gesù risplenda pienamente. Questo atteggiamento diventa modello per la vita cristiana vissuta nello stile della diaconia: un servizio gratuito, spesso silenzioso, senza ricerca di riconoscimenti. Anche nelle difficoltà, nello scoraggiamento e nella sensazione di fallimento, il credente è chiamato a perseverare, confidando che la vera ricompensa viene da Dio.
La terza testimonianza culmina nell’annuncio più alto: «Ho visto e attesto che questi è il Figlio di Dio». In Gesù, Giovanni riconosce il Figlio amato del Padre, colui che dona a tutta l’umanità la dignità della filiazione divina. Questa consapevolezza apre alla fraternità universale e sostiene l’impegno a stare accanto ai più poveri, ai sofferenti e a quanti vivono nelle tenebre del peccato. Tutti, senza eccezione, sono figli e figlie amati di Dio, chiamati fin dal grembo materno a vivere questa dignità.
Le tre testimonianze di san Giovanni Battista rimangono così un forte richiamo per la Chiesa di oggi: pregare e meditare la Parola, servire con umiltà fino a scomparire, e annunciare con gioia che in Cristo siamo tutti figli amati del Padre.








