Il Vangelo della Domenica, Prima domenica di Avvento

Il Vangelo della Domenica

Con commento di don Emanuele Germani

Direttore dell’Ufficio Stampa della Diocesi di Viterbo

Prima Domenica di Avvento “tempo dell’Attenzione”

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 24,37-44) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano domenica-avventomoglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno

alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore

Riflessione Inizia il tempo di avvento, un tempo di quattro settimane in preparazione alla venuta del Signore. Ogni anno si ripete questo ciclo per indicare a noi tutti cristiani che la venuta del Signore e’ sempre imminente e imprevedibile. Anche le letture di questa prima domenica ci invitano a prepararci perché la nostra liberazione e’ vicina. San Paolo nella seconda lettura ci invita ad “indossare le armi della luce”, cioè a diventare persone nuove e a comportarci onestamente da veri cristiani. L’abbandonare certi vizi, certe passioni, certi stili di vita non da credenti, sono il primo passo per accogliere la salvezza.

Anche il Vangelo e’ di questo avviso e per di più l’evangelista Matteo, per farci capire in modo chiaro, ci narra l’episodio del ladro che di notte va a scassinare la casa. Inquietante per noi cristiani l’immagine del Signore che viene all’improvviso. Il Signore e’ come un ladro, certo un po’ particolare, che non ruba niente, anzi dona e viene a mani piene; non viene a scombussolare la casa, ma viene a mettere in discussione la nostra vita. Se questo tempo di avvento non e’ in grado di scombussolare la nostra vita interiore, non e’ vero Avvento. “Due uomini lavorano, uno verra lasciato e l’altro portato via; due donne lavorano alla mola, una viene lasciata e l’altra portata via”, come a dire uno e’ pronto e l’altro no.

Ecco allora il tempo dell’avvento, un tempo per svegliarci, per accorgerci che il Signore viene, passa in mezzo a noi, ritorna. Potremmo chiamare l’avvento il tempo dell’attenzione. Troppo spesso viviamo da cristiani in modo superficiale e disattento quest periodo. San Paolo ci invita a destarci, cioè a rimanere svegli, pregando e compiendo ogni opera buona. E’ questo l’augurio che ci facciamo, ma e’ anche l’impegno che davanti a Dio rinnoviamo. Buona domenica

   

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