Il Vangelo della Domenica, Terza Domenica di Avvento “domenica in Gaudete”

Il Vangelo della Domenica

Con commento di don Emanuele Germani

Direttore dell’Ufficio Stampa della Diocesi di Viterbo

Terza Domenica di Avvento “domenica in Gaudete”

+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,2-11) In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei vangelo-matteo112-11suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è

colui che non trova in me motivo di scandalo!». Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui». Parola del Signore

Riflessione Questa terza domenica di avvento ci fa capire che Natale, ormai e’ davvero vicino. Ecco perché allora “domenica in gaudete”, perché il nostro cuore deve stare nella gioia, il Signore Gesù sta veramente per nascere e manifestare la sua presenza in mezzo a noi.

Per il popolo di Israele che si trovava in esilio c’e’ l’invito del Profeta Isaia a gioire e sperare (prima lettura); lo stesso invito risuona nel Vangelo per Giovanni rinchiuso in carcere e ormai privo di speranza di vedere il Messia tanto atteso.

Spesso la nostra vita e’ un deserto, senza speranza, senza progetti, senza ideali, senza valori, senza Dio! Una vita spesso piena di pensieri, preoccupazioni, incapace di distacco dal peccato, dalla mediocrità, dall’odio, dalla superficialità! La prima lettura pero’ parla di un deserto che fiorirà… anche la nostra vita fiorirà se sarà capace di avere fiducia, speranza e se sarà in grado di percorrere strade e sentieri nuovi.

In questa domenica siamo tutti incoraggiati a confidare nel Signore, Egli verra’, infonderà forza, sosterrà i deboli, guarirà le ferite del peccato, porterà a tutti la salvezza. Anche Giovanni, messo in carcere da Erode, attraversa un momento di dubbio, paura, smarrimento. Si domanda se tutto quello che aveva fatto di buono nella sua vita per preparare la strada al Messia era stato giusto, si domanda se veramente Gesù e’ il Messia. Credeva che il Messia arrivasse potente, forte, liberatore… Manda a chiedere dai messaggeri a Gesù se fosse veramente Lui il Messia!

Si può essere malati e nello stesso tempo sereni, senza casa e lavoro e gioiosi. E’ questo il paradosso della Fede. Gesù porta la gioia al cuore di chi crede e confida in lui. Non sono le situazioni che viviamo a darci gioia, ma una presenza dentro al cuore che ci rende gioiosi.

Questo ulteriore tempo di avvento che abbiamo a disposizione prima del Natale – seguendo l’invito di San Paolo – utilizziamolo per praticare il precetto dell’amore che rende benevoli e misericordiosi verso tutti e prendiamo a modello i profeti che hanno avuto costanza e pazienza nell’affrontare le prove della vita, ma poi hanno riconosciuto la venuta e la presenza del Salvatore. Buona domenica 

   

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