Il Vangelo della Domenica, XXXIII Domenica del Tempo Ordinario

Il Vangelo della Domenica

Con commento di don Emanuele Germani

Direttore dell’Ufficio Stampa della Diocesi di Viterbo

XXXIII Domenica del Tempo Ordinario “Pietre e Tempio saranno destinate a perire” + Dal Vangelo secondo Luca Lc 21,5-19

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunquevangelo-domenica17nov accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma

prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita». Parola del Signore

Riflessione Dopo la riflessione di Gesù sulla Resurrezione dei morti di domenica scorsa che orientava il pensiero sulle realtà ultraterrene, in questa domenica la liturgia prosegue in quella direzione e punta sul “giorno del Signore”, quando alla fine dei tempi, Cristo ritornerà “nella gloria per giudicare i vivi e i morti”.

Anche la prima lettura attraverso il profeta Malachia lo presenta in modo chiaro: “Si, ecco viene il giorno, avvampante come un forno. E tutti i superbi e tutti gli autori di iniquità faranno da paglia; li brucerà il giorno che viene”.

Questi argomenti piacciono poco al mondo moderno, perché oggi purtroppo si confonde troppo spesso il buono con il cattivo, il corrotto dal giusto e, se in questa vita terrena spesso il male sembra trionfare e quelli che deridono Dio sembrano avere successo, verra’ il tempo – dice Gesù – in cui Dio ridimensionerà ogni cosa secondo giustizia.

Ecco allora lo splendore e lo spettacolo del tempio affascina i discepoli tanto da dare a Gesù l’occasione per un insegnamento che riguarda il valore del tempio, ma anche ciò che e’ destinato a perire con il tempo. Il tempio di Gerusalemme, che Gesù tante volte aveva frequentato e praticato, finirà, come finirà ogni prepotenza, ingiustizia e sopraffazione. Ci saranno guerre, rivoluzioni, carestie, terremoti, tutti segni che parlano di malattia profonda del mondo: il peccato. Ci saranno confusioni, divisioni anche nel campo religioso e cristiano. “molti verranno nel mio nome… “, sotto l’immagine di sette, ingannatori e così via! Con i nostri occhi vediamo l’avverarsi di tutto questo. Ci saranno persecuzioni, “sarete odiati, vi metteranno a morte….”. Parole sante e vere, che trovano concretezza nei continui e moderni martiri della storia in più parti del mondo. Ma la Chiesa – lo ricordiamo – “nasce nella persecuzione e il sangue dei martiri e’ seme per nuovi cristiani”, per usare una espressione di Tertulliano.

E allora cosa fare in questo tempo di attesa finche arrivi il giorno del Signore? San Paolo nella seconda lettura ci esorta all’impegno e al lavoro. Il cristiano, più degli altri, deve tenere desta e sveglia la fede impegnandosi, lavorando, donando, servendo, costruendo. Solo così potrà attendere il giorno del Signore.

COSA CI INSEGNA ALLORA LA PAROLA DI GESU? Mi sembra di tradurre in due punti il suo insegnamento. 1) Il Signore ci dice di avere una condotta santa e coerente in questa vita. Di camminare in questa vita con il desiderio di diventare cittadini del cielo ed essere riconosciuti da Lui quando verra’ in quel giorno. 2) Non consideriamo solo quello che e’ soggetto all’usura del tempo, come il racconto del Vangelo, ma proiettiamo lo sguardo dove e’ l’immortalità. Il Signore ci vuole costruttori di eternità e utilizzando la parola del Vangelo: “con la vostra perseveranza guadagnerete le vostre anime”. Buona domenica.

   

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