di MARIELLA ZADRO-
VITERBO- “Le nuove esperienze devono continuare a sviluppare le precedenti e lo spirito che abbiamo valutato, deve diventare il volano concreto delle attività”. Così il vescovo Orazio Francesco Piazza all’incontro “Un caffè con il vescovo”, incontro d’ inizio d’anno con la stampa, svoltosi questa mattina presso i locali della Curia Vescovile.
È don Emanuele ad aprire l’incontro, portando i saluti dei giornalisti assenti per problemi di salute ed invitando i presenti a rivolgere domande al vescovo, per le considerazioni e gli eventi svolti
durante l’anno da poco concluso.
La prima considerazione è stata riservata proprio all’esperienza giubilare che ha visto coinvolta tutta la famiglia giubilare, quella civile, le associazioni e gli ordini religiosi.
“Tante le attività, ha rilevato il vescovo, che si sono incrociate nel massimo rispetto creando una sinergia importante. Una sinergia che ho voluto sviluppare incontrando i sindaci del territorio per proseguire l’esperienza insieme alle parrocchie. In particolare l’esperienza della “Tenda” verrà
riproposta nel periodo pasquale nelle singole foranie”.
Sollecitato da altre domande, una riflessione importante è per il mondo della scuola: “I giovani sono un tema delicatissimo. Mi ripropongo d’ incontrare gli allievi dei licei, organizzandoli al meglio, senza tralasciare gli istituti della provincia”.
A seguire, la richiesta di come sarà organizzata la programmazione per ricordare gli ottocento anni dalla morte di San Francesco, patrono d’Italia: “Nel mese di febbraio-marzo, sarà organizzato un breve pellegrinaggio con tutto il clero ad Assisi per vivere un momento di preghiera sulle spoglie del santo”.
Altro argomento dove il vescovo si sofferma molto invitando tutti i presenti ad una riflessione particolare è la “povertà “: “Purtroppo anche nel nostro territorio afferma il vescovo, abbiamo la presenza di una povertà diffusa ed invisibile. Spero che la collaborazione con i sindaci, le ASL, le parrocchie, si possano creare le condizioni per un aiuto “diffuso”. Una rete che possa intervenire, in modo concreto, per affrontare le singole problematiche; il segreto è la collaborazione”.
La povertà, spesso è una conseguenza di problemi economici seri che portano ad un rifugio nocivo: il gioco d’azzardo.
“Un fattore del quale se ne parla troppo poco, ma risulta essere una pratica molto diffusa, specialmente in provincia”.
Al termine dell’incontro, il vescovo ha dedicato una riflessione alla figura di San Lorenzo, patrono della nostra città e al suo legame con la comunità:
“ Ho deciso di rivolgermi con la massima dedizione al territorio e cerco in tutti i modi di migliorarlo. Il mio “sogno” è quello di poter celebrare San Lorenzo, meditare sulla sua figura riaccendendo un legame tra la cattedrale e la comunità cittadina. Anche le difficoltà sono occasioni, per vedere che “cuore” abbiamo. Grazie infinite”.








