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Protezione Civile

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Illustrato il piano attuativo di recupero del centro storico

di SIMEON SCANLON-

VITERBO- Oggi, nella sala Regia di Palazzo dei Priori, l’amministrazione comunale di Viterbo ha presentato al pubblico lo stato di avanzamento del piano attuativo di recupero del centro storico, affidato al Dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza Università di Roma. L’incontro pubblico pomeridiano era preceduto, nella stessa giornata, da un tavolo tecnico riservato agli addetti ai lavori presso lo spazio attivo Lazio Innova.
Ad aprire i lavori è stato l’assessore alla qualità degli spazi urbani Emanuele Aronne, che ha ricordato come ad oggi manchi ancora un piano tecnico attuativo per il centro storico, che si spera di approvare a breve per poter finalmente avviare le ristrutturazioni necessarie. Aronne ha successivamente annunciato che l’amministrazione predisporrà un modulo online attraverso cui i cittadini potranno inviare commenti e segnalare criticità.
La sindaca Chiara Frontini ha sottolineato come la riqualificazione del centro avrebbe dovuto essere disponibile già dal 1979 e che buona parte delle difficoltà che il centro storico affronta oggi deriva proprio dall’assenza prolungata di questo progetto. Il piano, che la sindaca dichiara sia finanziato con fondi comunali di bilancio, si avvale di un’analisi approfondita condotta dall’Università sulle dinamiche sociali e sui flussi di persone all’interno del centro. Frontini precisa infine che manca ancora l’approvazione formale del consiglio comunale.
Il cuore della presentazione è stato l’intervento del direttore e coordinatore del progetto Orazio Carpenzano, preside della Facoltà di Architettura della Sapienza, che ha tenuto a sottolineare come molti dei giovani ricercatori coinvolti siano originari di Viterbo. Carpenzano ha inquadrato il senso del piano in termini ampi: “Un centro storico non è solo una collezione di pietre, ma un organismo vivente”, ha dichiarato, richiamando l’esigenza di soddisfare i bisogni dei cittadini di diverse fasce sociali. Partendo da uno studio geologico che ricorda la fragilità del sottosuolo — costruito su una base di tufo rosso modellata da corsi d’acqua — e da un’analisi satellitare del territorio, il team ha rilevato la presenza di stress termico nelle zone più cementificate, fragilità legate all’aumento graduale delle temperature e un progressivo fenomeno di spopolamento. Carpenzano ha anche posto l’accento sul rischio della cosiddetta “turistificazione”, che rischia di svuotare il centro storico delle sue comunità residenti e commerciali, portandolo a morire “del proprio successo”. L’obiettivo del piano è invertire questo trend, ampliando le opportunità per i cittadini e restituendo allo spazio pubblico una vocazione conviviale e “umanistica”.
A fornire le specifiche tecniche della valutazione economica e finanziaria sono stati Francesco Sica e Giuseppe Cerullo, che hanno illustrato i risultati dell’analisi condotta dall’unità di lavoro dedicata. Il loro approccio ha incrociato dati di mercato immobiliare — ricavati da Nomisma e dal portale GeoPoi dell’Agenzia delle Entrate — con indicatori socio-demografici ed economici, oltre a una mappatura geografica dei servizi pubblici e privati del comune. Il quadro emerso per la zona del centro storico è preoccupante: negli ultimi sei anni si registra un calo generalizzato dei valori di mercato in tutti i comparti, con le perdite più significative nel settore commerciale, dove i negozi hanno perso fino al 37% del proprio valore, e riduzioni più contenute ma comunque rilevanti per il residenziale, tra il 4 e il 9%.
Ha chiuso la serie degli interventi tecnici Barbara Pizzo, membro del team responsabile della pianificazione del restauro, che ha affrontato ulteriori aspetti legati alla progettazione.