In Consiglio comunale bocciato l’accordo condiviso sugli immigrati, a Viterbo già 200 arrivi

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – Immigrati sul territorio viterbese: quanti, dove e perché. Alcuni sono già arrivati e sistemati alla chetichella in strutture provvisorie e abusive (ex Fiera), altri, dicono, sono in arrivo. E dove saranno smistati?

I residenti della città dei papi e quelli delle frazioni come San Martino al Cimino già provati dalla grande crisi economica, si mobilitano, si riuniscono in comitati e chiedono aiuto all’amministrazione comunale affinché faccia sentire la sua voce in Prefettura, per contenerne il numero e smantellare il business della cooperative che lucrano sulla pelle dei poveri cristi. Integrazione sì, bivacco no.

Così oggi, 9 marzo, nella Sala consiliare di Palazzo dei Priori, si è tenuta una seduta straordinaria richiesta da alcuni consiglieri di minoranza dopo un’accesa conferenza dei capigruppo. All’ordine del giorno, la gestione dei campi di accoglienza e politiche dell’immigrazione sul territorio del comune di Viterbo.

Alle 15:50, appello nominale, il numero legale c’è, la seduta è aperta davanti a un numero consistente di cittadini desiderosi di sapere come va a finire questa emergenza ingarbugliata e caotica.

Il M5s presenta sull’argomento in discussione un documento che si apre sull’Europa, accettato da tutti. Il sindaco Michelini conferma, dopo le indagini di Martina Minchella (Pd) e la richiesta di Buzzi (Fdi), che la quota di immigrati a Viterbo ha già superato la soglia del 3×1000 abitanti (Min. Interno) ed è sulle 200/210 presenze.  Per i nuovi arrivi nulla è ancora deciso, le richieste per l’accoglienza in strutture private sono ancora in busta chiusa. Chi le ha inoltrate? Da dove provengono le richieste? Perché non si sono prese in considerazione le associazioni di volontariato che operano sul territorio gratuitamente? Chi ci guadagna? Queste e altre sono le domande dei consiglieri di minoranza che chiedono risposta. L’odio sociale lo fomenta chi non capisce il disagio dei cittadini.

Consiglio Comunale (foto MAG)

Dalla minoranza, la prima a parlare è la combattiva Chiara Frontini (Viterbo2020) e ne ha per tutti. Al Sindaco manda il messaggio: “L’amministrazione si opponga ai nuovi arrivi. Siamo a questo punto perché l’amministrazione non ha fatto nulla”. E pone l’accento sui container posti nel Centro ex Fiera dove alloggiano immigrati, in una struttura che tra 10 giorni deve chiudere per legge perché è abusiva. E il caso non deve creare nei cittadini un precedente. Ma visto che è abusiva, come mai sul posto continuano i lavori di asfaltatura strade e sono in arrivo alberi? “Questa non è politica di integrazione. E’ giusto dividere i richiedenti asilo (una minoranza) dagli immigrati economici in cerca di fortuna, tutti dotati di cellullari di ultima generazione e Ipad”.  E un sassolino è lanciato anche alla Prefettura che nega notizie al Comune e ai suoi consiglieri eletti dal popolo, mentre i suoi dipendenti sono impiegati dello Stato.

A supporto di quanto detto la minoranza compatta ha firmato un documento di richiesta e di discussione sul tema.

Anche per la consigliera capogruppo Minchella (Pd), con delega alla frazione di San Martino, visti i numeri denunciati dal Sindaco “siamo all’inizio della fine” e legge un documento per il rispetto della clausola di salvaguardia contenuta nella direttiva ministeriale del 2016 firmato anche dai consiglieri: Mario Quintarelli, Marco Volpi, Daniela Bizzarri, Arduino Troili, Massimo Capetti, Paolo Moricoli, Rita De Alexandris (per Viva Viterbo) e Paolo Simoni (per Oltre le Mura).

Per il consigliere M5s De Dominicis, il Sindaco deve battere i pugni in Prefettura e chiedere un tavolo di lavoro permanente di concertazione.

Tante domande anche dal consigliere Santucci (Fondazione) che approva la riunione pacifica di San Martino al Cimino con la costituzione di un comitato cittadino. Chiede a gran voce la presenza dei parlamentari viterbesi (Senato e Camera) per dar forza al Sindaco nei colloqui con la Prefettura. Anche l’ex sindaco Giulio Marini (FI) dice la sua con veemenza e chiede lumi al Sindaco.

Buzzi (FdI) vuole creare un osservatorio immigrati per dare, a chi ne ha diritto, un’integrazione decente e valutare i costi dell’accoglienza. L’Italia paga all’Europa 4 miliardi di euro. L’80% degli arrivi sono persone clandestine.

Sospensione seduta (foto MAG)

Un altro punto di vista del problema, se così si vuol chiamare, è espresso dal consigliere di maggioranza Troili (Pd): “200 persone è un numero irrisorio. Nel tempo in città sono entrati e perfettamente integrati, albanesi, rumeni, polacchi che oggi rifiutano i nuovi arrivi. C’è un gruppo poco chiaro che colloca gli immigrati davanti ai bar e supermercati? Non si sa. Lì i poveri chiedono l’elemosina. Siamo una provincia papalina e Papa Francesco ha detto che ogni parrocchia deve prendersi carico di una famiglia. E la Diocesi che fa? La questura che fa? Non possiamo permettere un campo della vergogna”.

Intervengono alla discussione anche altri consiglieri della maggioranza che condividono quanto già detto e Serra (Pd) chiede una sospensione per portare modifiche a un documento condiviso da approvare in serata. Sono le 19.

Il ritorno in aula porta nubi. Bocciati i documenti della minoranza e del M5s. Passa quello della maggioranza ma, colpo di scena, Troili non lo vota.

 

 

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