In memoria di Christa Wolf, a due anni dalla scomparsa

Si è svolto nella mattinata di oggi a Viterbo presso il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” un incontro in memoria di Christa Wolf, a due anni dal decesso della grande scrittrice pacifista e femminista. Nel corso dell’incontrochrista-wolf sono stati letti e commentati vari brani dalle sue opere narrative, saggistiche e diaristiche principali. 

Christa Wolf, nata il 18 marzo 1929 e deceduta il primo dicembre 2011, è considerata la maggiore scrittrice tedesca contemporanea; impegnata nel movimento femminista e pacifista, le sue opere hanno dato un rilevante contributo alla riflessione e alle pratiche di pace e di solidarietà.

 

Tra le opere di Christa Wolf segnaliamo almeno Il cielo diviso (1963), Edizioni e/o, Roma 1983, poi Mondadori, Milano 1987; Riflessioni su Christa T. (1968), Mursia, Milano 1973, poi Edizioni e/o, Roma 2003; Sotto i tigli (1974), Edizioni e/o, Roma 1986, 2009; Nessun luogo. Da nessuna parte (1979), Edizioni e/o, Roma 1997, 2009; Cassandra (1983), Edizioni e/o, Roma 1984; Premesse a Cassandra (1983), Edizioni e/o, Roma 1984; Che cosa resta (1990), Edizioni e/o, Roma 1991, 2009; Medea. Voci (1996), Edizioni e/o, Roma 1996; Un giorno all’anno (2003), Edizioni e/o, Roma 2006. Tra le opere su Christa Wolf: Joerg Magenau, Christa Wolf. Una biografia, Edizioni e/o, Roma 2004.

Concludendo l’incontro, il responsabile della struttura nonviolenta viterbese ha ricordato particolarmente l’importanza dell’opera e dell’azione di Christa Wolf nel movimento per la pace che postosi all’ascolto e alla scuola del femminismo negli anni Settanta e Ottanta si oppose ai missili nucleari e favorì l’avvio del disarmo in Europa, nella nascita del movimento ecologista, nell’impegno per i diritti umani e dei popoli. Le persone partecipanti all’incontro hanno espresso ancora una volta pieno sostegno all’appello al parlamento italiano affinché “faccia cessare le stragi nel Mediterraneo legiferando il diritto per tutti gli esseri umani ad entrare in Italia – ed attraverso l’Italia in Europa – in modo legale e sicuro. Ogni essere umano ha diritto alla vita. Ogni essere umano ha diritto alla libera circolazione sull’unico pianeta casa comune dell’umanità intera. Vi è una sola umanità e tutti gli esseri umani ne fanno parte”. E più in generale hanno espresso sostegno all’appello contro il razzismo affinché “siano abolite al più presto le infami misure razziste imposte da precedenti governi golpisti. Sia rispettata la Costituzione della Repubblica Italiana che all’articolo 2 afferma che ‘La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo’ e all’articolo 10 afferma che ‘Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica’. Cessi la persecuzione dei migranti. Sia abolito il cosiddetto ‘reato di clandestinità’.

Siano aboliti i campi di concentramento. Siano abolite le deportazioni. Cessi la schiavitù. Sia consentita la libera circolazione di tutti gli esseri umani sull’unico pianeta casa comune dell’umanità intera. Sia legiferato subito che ogni persona ha diritto a votare nel luogo in cui vive, lavora, paga le tasse, contribuisce al bene comune. Sia legiferato subito che ogni persona che è nata in Italia deve avere i diritti di ogni persona che è nata in Italia. Cessi la complicità istituzionale con le mafie schiaviste. Cessi finalmente anche in Italia il regime dell’apartheid. Vi è una sola umanità”.

Le persone partecipanti all’incontro hanno inoltre espresso ancora una volta pieno sostegno all’impegno per la cessazione immediata della partecipazione italiana alla guerra in corso in Afghanistan: “come si può restare indifferenti dinanzi all’orrore dei quotidiani massacri in Afghanistan? Come si può restare indifferenti dinanzi all’illegale ed insensata partecipazione italiana a quella guerra scellerata? Troppe persone sono già state assurdamente uccise. La guerra consiste di stragi. Solo la pace salva le vite. Si adoperi l’Italia per la pace e i diritti umani. Il primo diritto di ogni essere umano è il diritto a non essere ucciso. Cessi subito la partecipazione italiana alla guerra.

Chiediamo al governo di far cessare immediatamente l’illegale ed insensata partecipazione italiana alla guerra in corso in Afghanistan. Chiediamo al governo di cessare immediatamente di sperperare delittuosamente ingentissime risorse pubbliche per far morire degli esseri umani.

Chiediamo al governo di utilizzare piuttosto quelle ingentissime risorse pubbliche per salvare la vita delle persone: per educazione, sanità, assistenza, infrastrutture civili, tutela e risanamento ambientale, diritto alla casa e al lavoro.

Chiediamo al governo di rispettare finalmente la Costituzione della Repubblica Italiana a cui tutti i ministri hanno giurato di essere fedeli; la Costituzione troppo a lungo scandalosamente violata; la Costituzione che dichiara che l’Italia ripudia la guerra”.

 Le persone partecipanti all’incontro hanno altresì espresso ancora una volta pieno sostegno all’impegno per il disarmo: “La guerra è nemica dell’umanità. Le armi servono a uccidere. Meno armi, più vite umane salvate”.

Le persone partecipanti all’incontro hanno infine espresso ancora una volta piena condivisione della persuasione che dal femminismo tutte e tutti ricevemmo molti doni: “Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che vi è una sola umanità, composta di persone tutte differenti le une dalle altre e tutte eguali in diritti. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che sfera personale e sfera politica non sono separate da un abisso: sempre siamo esseri umani. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza del partire da sé. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza dell’incontro con l’altro. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che è la nascita, l’esperienza e la categoria che fonda l’umana convivenza, l’umano sapere.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la pluralità, e quindi la relazione, è la modalità di esistenza propria dell’umanità. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che i corpi contano, che noi siamo i nostro corpi. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che ogni forma di autoritarismo, ogni forma di militarismo, ogni forma di dogmatismo reca già la negazione dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la prima radice dell’organizzazione sociale e della trama relazionale violenta è nel maschilismo e nel patriarcato. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo la nonviolenza contrasta la violenza, che solo il bene vince il male, che solo l’amore si oppone alla morte, che solo l’ascolto consente la parola.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune è generare e proteggere la vita, prendersi cura delle persone e del mondo per amore delle persone e del mondo. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune è opporsi ad ogni oppressione, ad ogni sfruttamento, ad ogni ingiustizia, ad ogni umiliazione, ad ogni denegazione di umanità, ad ogni devastazione della biosfera. Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo l’arte della compassione fonda la lotta di liberazione. Il femminismo che è il massimo inveramento storico della nonviolenza. Il femminismo che è la corrente calda della nonviolenza. Il femminismo che è il cuore pulsante del movimento di autocoscienza e di liberazione dell’umanità”.

Anche nel ricordo di Christa Wolf prosegue l’impegno per la vita, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani; contro tutte le guerre, le uccisioni, le persecuzioni. Anche nel ricordo di Christa Wolf prosegue l’impegno per la liberazione dell’umanità da tutte le violenze, l’impegno per la solidarietà che unisce ogni essere umano, l’impegno in difesa della biosfera.

Anche nel ricordo di Christa Wolf la nonviolenza è in cammino. Come è scritto nella “Carta programmatica” del Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini: “Le fondamentali direttrici d’azione del movimento nonviolento sono: 1. l’opposizione integrale alla guerra; 2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l’oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione; 3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario; 4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell’ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un’altra delle forme di violenza dell’uomo”.

A due anni dalla scomparsa, il ricordo di Christa Wolf ancora ci convoca all’impegno per la pace, la giustizia, la solidarietà.

   

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