In occasione della 53° Sagra dell’Olivo, il visitatore più attento potrà godersi una bella visita guidata all’interno del Comune di Canino

La storia di Canino, come la storia di ogni altro borgo, è impressa nei suoi monumenti. Per questo una visita che abbia come punto di riferimentomura-canino i monumenti più importanti di questo paese, offre al visitatore la possibilità di entrare a contatto con atmosfere di epoche passate. Per iniziare una passeggiata turistica tra le vie di Canino sarebbe ideale partire da Largo Bonaparte, centro nevralgico e pulsante della vita paesana e risalire Via Roma

ammirando a destra il Palazzo Municipale e di fronte, alzando lo sguardo, la Torre della Rocca farnesiana. Subitamente, riabbassando lo sguardo, non stonerà la vista di una statua di Alessandro Farnese divenuto Papa con il nome di Paolo III, posta nelle vicinanze della Torre perché secondo la tradizione fu proprio lì che nacque nel 1468 il Pontefice. Canino infatti era uno dei possedimenti dei genitori, Pier Luigi Farnese e Giovannella Caetani e fu proprio Paolo III ad istituire il glorioso Ducato di Castro affidandolo al figlio Pier Luigi: il territorio del Ducato comprendeva numerosi paesi delle vicinanze e a tutti gli effetti la sua storia ha definito quella della Tuscia rinascimentale. Il ricordo di questo grande personaggio della famiglia Farnese è ancora vivo e prende forma continuando la nostra visita e proseguendo per via Roma. Al suo termine infatti, voltando a sinistra sotto un grande arco, il visitatore potrà entrare in Piazza Rocca, e ritrovarsi all’interno delle mura e dei palazzi di quella che un tempo fu la dimora degli esponenti della famiglia Farnese e nucleo del paese. Consigliabile sarà affacciarsi sul lato aperto della Piazza ed ammirare sulla sinistra i Monti di Caninofontana-canino che nelle epoche passate venivano considerati punti di riferimento per i viaggiatori nelle lontananze. Uscendo dalla Piazza per la stessa via usata per entrarvi, sarà curioso notare dando un ultimo sguardo esterno alla Rocca che le sue fattezze hanno perso l’originaria configurazione, la Rocca infatti subì degli interventi nel XIX secolo, quando fu ristrutturata per volere di alcuni esponenti di un’altra delle famiglie più importanti della storia: i Bonaparte. Nel 1808 Luciano Bonaparte fratello di Napoleone acquistò il feudo di Canino dalla Camera Apostolica. Il motivo che lo spinse in Italia fu lo scontro con suo fratello: Napoleone dichiarò di non accettare il matrimonio di Luciano con Alexandrine de Bleschamp, in realtà la lite tra i due divampò per motivi politici. Luciano era un repubblicano convinto, i suoi ideali politici non si allineavano con quelli del Primo Console. Così, tra le proprietà nel territorio di Canino, Luciano scelse anche la Rocca come sua residenza, da qui la nuova definizione attribuitale di Palazzo Bonaparte. Tuttavia come dimora predilesse il Castello di Musignano, una struttura sita a pochi chilometri dal paese e immersa nella campagna maremmana. Le testimonianze della presenza dei Bonaparte sul territorio sono molte. E di alcune si avrà la possibilità di godere proseguendo la passeggiata. Continuando per Via Cavour, a pochi metri dall’uscita della Rocca, sulla sinistra si potrà visitare “il gioiello” tra i monumenti di Canino: la Chiesa di Santa Croce, del XI secolo. Fin dall’esterno il portale ornato identificherà la dimensione pregevole dell’edificio. Entrando si noterà la raccolta intimità delle chiese di quell’epoca lontana e si resterà colpiti dalle pareti affrescate. Uscendo dalla Chiesa e proseguendo per Via Cavour si passerà attraverso Piazza Vittorio Emanuele, identificata dai caninesi come Piazza del Cane, poiché la fontana che vi si troverà reca in alto un segugio, simbolo di Canino. Di fronte alla fontana invece, troviamo i meravigliosi archi di Palazzo Miccinelli. A questo punto due percorsi alternativi si offrono al visitatore, entrambi gradevoli, specie nelle giornate della Sagra: si può proseguire per Via Cavour, lungo quello che i caninesi chiamano “Vicolo Maestro” o girare a sinistra vicino a Palazzo Miccinelli e immergersi nell’atmosfera del quartiere medioevale “Le Buche”, il più caratteristico con le sue vie strette, angoletti nascosti e scorci suggestivi. Entrambe le vie porteranno in Piazza De Andreis dove è sita la fontana farnesiana che racconta la storia del Ducato di Castro. La fontana si trovava originariamente in Piazza Vittorio Emanuele. Tra gli stemmi scolpiti, quello di Castro è certamente il più significativo: lega la storia di Canino a quella della capitale del Ducato. Ma una volta giunti in Piazza De Andreis è assolutamente consigliabile visitare quella che viene ritenuta la testimonianza più importante tra i monumenti che parlano della presenza dei Bonaparte a Canino: la Cappella Bonaparte nella Chiesa Collegiata. Entrando all’interno della Collegiata e notando le sue grandi navate, bisognerà percorrere interamente quella di destra per trovarsi di fronte al monumento funebre di Luciano Bonaparte che morì nel 1840. La moglie, Alexandrine, fece scolpire su sue precise indicazioni il monumento dall’artista fiorentino Luigi Pampaloni. Ancora oggi, la storia dello scontro tra i fratelli Bonaparte è leggibile sul monumento sito nella cappella Bonaparte insieme a quello del figlio Giuseppe, morto ancora bambino, al cenotafio di Christine Boyer, prima moglie di Luciano e quello di Carlo Bonaparte, suo padre.

Per chiunque abbia voglia di passeggiare ancora segnaliamo inoltre l’ex Convento di San Francesco risalente al XV secolo, oggi Museo della Ricerca Archeologica di Vulci, raggiungibile proseguendo da Piazza De Andreis e risalendo Corso Giacomo Matteotti, fino ad arrivare in Località San Francesco. Oltre alla struttura dotata di due chiostri affrescati e una chiesa di notevole interesse, consigliabile è una visita al Museo, in grado di raccontare la storia di Vulci, città etrusca a pochi chilometri da Canino. Queste che offriamo non sono che piccole indicazioni per condurre il turista nei luoghi di importanza culturale del paese. Ma quest’anno chiunque abbia voglia di approfondire aspetti e conoscenza storica dei monumenti e delle vicende delle epoche passate può partecipare alle visite guidate gratuite organizzate in occasione della Sagra. Domenica 1 e 8 dicembre e sabato 7, si partirà alle ore 10.30 e alle 15.00 per una passeggiata per le vie del paese alla scoperta della sua storia e delle sue tradizioni. L’appuntamento per la partenza è presso l’Info Point – sala degustazioni dell’Arancera in Corso Giacomo Matteotti. Tel. 3351800576. La manifestazione è inserita nel coordinamento delle Feste dell’Olio della Tuscia, promossa dalla Camera di Commercio di Viterbo e dalla Provincia di Viterbo.

   

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