di REDAZIONE-
A Crans-Montana il tempo sembra essersi fermato. Dopo l’incendio che nella notte di Capodanno ha devastato il locale Le Constellation, causando decine di vittime e feriti, si fa sempre più concreta la possibilità che tra i morti vi sia anche Emanuele Galeppini, giovane golfista italiano residente a Dubai. Una certezza, però, potrà arrivare solo con l’esito del test del DNA.
A frenare annunci affrettati è lo zio del ragazzo, Sebastiano Galeppini, che sui social ha chiesto di «aspettare i risultati», ricordando che Emanuele risulta ufficialmente ancora nella lista dei dispersi. Il suo telefono cellulare è stato ritrovato tra le macerie del locale, ma il corpo che si presume possa essere il suo non è ancora stato identificato.
Emanuele, nato a Genova e cresciuto a Dubai, avrebbe compiuto 17 anni tra pochi giorni. Figlio di Edoardo e Beatrice, entrambi molto legati al mondo del golf, era considerato una delle promesse italiane della disciplina. Nel 2025 aveva vinto l’Omega Dubai Creek Amateur Open, imponendosi all’attenzione degli esperti per talento, disciplina e una maturità sportiva rara per la sua età. Aveva inoltre partecipato a competizioni internazionali come il King Hamad Trophy in Bahrein e la UAE Cup.
Nonostante la vita negli Emirati, manteneva un forte legame con la Liguria, dove tornava spesso. A Rapallo, dove la famiglia ha una seconda casa, si era formato come golfista, diventando un orgoglio per il territorio. E oggi la Liguria piange la sua possibile scomparsa: la sindaca di Genova Silvia Salis e il governatore Marco Bucci hanno espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia.
Secondo l’ultimo aggiornamento del Ministero degli Esteri, sono 19 gli italiani coinvolti nella tragedia:
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3 trasferiti in Italia e ricoverati al Niguarda,
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10 ancora ospedalizzati in Svizzera (con alcune informazioni da confermare),
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6 risultano dispersi.
Le vittime in totale sono 47, di cui 5 ancora da identificare.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, giunto a Crans-Montana, ha confermato che «ci sono tre feriti non ancora identificati e speriamo che tra loro possano esserci italiani». Il ministro ha inoltre chiarito che i nomi delle vittime saranno comunicati dalle autorità svizzere alle famiglie prima che ai media.
Le autorità elvetiche stanno conducendo interrogatori e accertamenti per determinare la dinamica dell’incendio. L’ipotesi ritenuta più probabile riguarda l’uso di piccoli fuochi d’artificio all’interno del locale.
«Mettere pirotecnici in un ambiente chiuso è privo di senso», ha dichiarato Tajani, sottolineando che qualcosa nei sistemi di sicurezza «non ha funzionato». L’Italia ha messo a disposizione la polizia scientifica per le operazioni di identificazione e un team di psicologi per assistere familiari e sopravvissuti.
Dal luogo della tragedia, Tajani ha ribadito la solidarietà dell’Italia a chi sta vivendo ore di disperazione: «Siamo qui per essere vicini ai familiari delle vittime e a chi ancora spera di riabbracciare un proprio caro. Una preghiera in questo luogo di dolore».
Intanto, per Emanuele Galeppini e per le altre vittime ancora senza nome, resta un’attesa sospesa tra speranza e realtà, in un inizio d’anno segnato da una tragedia che ha colpito profondamente comunità e famiglie di diversi Paesi.








