Buone Feste da Tuscia Times Buone Feste da Tuscia Times
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VITERBO CHRISTMAS VILLAGE

Incontro a Viterbo Fede e Luce a Santa Barbara

VITERBO- Finalmente con la disponibilità della Parrocchia di Santa Barbara (Viterbo), l’interessamento del referente diocesano per le fragilità Dr. Martino Rebonato, il sostegno e l’esperienza della famiglia di Costanza Mestichelli e Filippo Ascenzi (Agriturismo “Bicoca-Casaletti dei pastori”- Castel d’Asso), ci siamo ritrovati con la sala piena di famiglie da Roma e da Viterbo con i loro “disabili e fragili”. Filippo ha ricordato a tutti il senso di queste piccole comunità di 30-40 famiglie che si incontrano periodicamente per sostenersi nella loro non facile missione accanto a persone amate che hanno bisogno di essere sempre sostenute e accompagnate. “Fede, Luce, Comunione” sono le parole chiave di questi incontri. Tanti i giovani presenti che hanno aiutato a vivere un momento anche emozionante dove le persone si sono sentite “insieme”. La società può organizzarsi per assicurare assistenza medica, sostegno professionale, ma il tatto umano è un’altra cosa. Non solo compera in farmacia. Nasce dal cuore, dall’affetto, dalla vicinanza, dall’incontro, dall’abbraccio. Io conoscevo già in Canada, a Richmond Hill (nord-est di Toronto) il centro fondato da J. Vanier, l’Arche-Day Break, che frequentavo periodicamente. “Fede e Luce-Foi et lumière”, fondata in Francia nel 1971 da una intuizione di Marie-Hélène Mathieu per promuovere relazioni tra persone con disabilità intellettive e le loro famiglie. In Italia ci sono circa 60 gruppi. Quando, per caso, ho incontrato questi gruppi a Castel d’Asso per me fu come ritornare a casa. Durante l’incontro nella sala di Santa Barbara, ascoltare le testimonianze di Emanuele, di Isabella madre di Riccardo, dei giovani che hanno animato con simpatia e affetto ha fatto nascere in tanti il desiderio di aprire uno di questi gruppi-comunità a Viterbo. Solo per rinnovare la fede che aiutare queste persone fragili, come diceva Isabella, è una espressione di preghiera. Che aiutare chi ha bisogno è come accendere una luce. Che sostenersi insieme è costruire una comunità. In un mondo che quello che soffriamo nei nostri giorni, semi del genere non li possiamo mettere da parte. Vanno seminati e coltivati con cura. Noi ci siamo. E ringraziamo coloro che ci sostengono. All’inizio i giovani ci avevano dato un cartoncino a forma di pesce sul quale scrivere un pensiero e alla fine a ognuno sarebbe stato consegnato uno di questi cartoncini a caso. A me è stato dato uno dove ho letto: “… questa riunione mi pare alternativa al modo di vivere e pensare corrente. E’ una boccata di aria fresca e pulita. Grazie”.

Costanza Ascenzi

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