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Incontro di commemorazione di Alfio Pannega rinviato al 6 settembre

VITERBO – L’incontro di commemorazione di Alfio Pannega previsto per sabato 30 agosto presso la “Fattoria di Alice” a Viterbo e’ stata rinviata a sabato 6 settembre. Cogliamo l’occasione di questa lettera per segnalare anche alcune altre iniziative in programma.
– Ai primi di settembre sara’ pubblicata la nuova edizione assai ampliata del libro che raccoglie gli scritti di Alfio e una vasta mole di documenti e di testimonianze, edito da Davide Ghaleb Editore per le cure di Antonello Ricci.
– Domenica 21 settembre a Palazzo dei Priori a Viterbo si svolgera’ un convegno nel giorno del centesimo anniversario della nascita di Alfio, con autorevoli relatori, testimoni ed interventi artistici e musicali.
– Tra settembre e dicembre sono previste nuove rappresentazioni dell’apprezzatissimo spettacolo teatrale del drammaturgo, regista ed attore Pietro Benedetti “Allora ero giovane pure io”, ad Alfio dedicato.
– E’ in corso di svolgimento l’iter amministrativo per la collocazione di una lapide che ricordi Alfio sul muro della casa a Porta Faul in cui visse a lungo (quella che tutti i viterbesi chiamano abitualmente “la casa di Alfio”).
– Altre iniziative sia di documentazione che artistiche e musicali (mostre e concerti) sono previste di qui alla fine del 2025.
– Si confida altresi’ che nei prossimi giorni una dichiarazione o un’iniziativa in ricordo di Alfio Pannega possa essere espressa anche dai facchini di Santa Rosa, tra i quali Alfio aveva molti amici, che cosi’ come lo e’ stato Alfio sono emblema e voce del popolo viterbese.
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Ci sta particolarmente a cuore sottolineare ancora una volta che tutte le iniziative in ricordo di Alfio Pannega, cosi’ come lui avrebbe voluto, sono anche e soprattutto iniziative per la pace disarmata e disarmante, contro tutte le guerre e le uccisioni, in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite e’ il primo dovere.

Le amiche e gli amici di Alfio Pannega impegnati nelle commemorazioni in occasione del centenario della nascita

Viterbo, 28 agosto 2025

Mittente: “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt@gmail.com, crpviterbo@yahoo.it

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Allegato: una minima notizia su Alfio Pannega
Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in citta’ si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna a ridosso ed entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l’Ariosto, ma fu lavorando “in mezzo ai butteri della Tolfa” che si appassiono’ vieppiu’ di poesia e fiori’ come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell’intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell’improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010, a cura di Antonello Ricci, Alfonso Prota e Valentino Costa): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in citta’, per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attivita’ artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell’ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sara’ fino alla fine della vita. Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E’ deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti.
Molte fotografie di Alfio scattate da Mario Onofri, artista visivo profondo e generoso compagno di lotte che gli fu amico e che anche lui ci ha lasciato anni fa, sono disperse tra vari amici di entrambi, ed altre ancora restano inedite nell’immenso, prezioso archivio fotografico di Mario, che tuttora attende curatela e pubblicazione.
Negli ultimi anni il regista ed attore Pietro Benedetti, che gli fu amico, ha con forte empatia sovente rappresentato – sulle scene teatrali, ma soprattutto nelle scuole e nelle piazze, nei luoghi di aggregazione sociale e di impegno politico, di memoria resistente all’ingiuria del tempo e alla violenza dei potenti – un monologo dal titolo “Allora ero giovane pure io” dalle memorie di Alfio ricavato, personalmente interpretandone e facendone cosi’ rivivere drammaturgicamente la figura.
La proposta di costituire un “Archivio Alfio Pannega” per raccogliere, preservare e mettere a disposizione della collettivita’ le tracce della sua vita e delle sue lotte, e’ restata per molti anni disattesa; in questi mesi si sta finalmente avviando la sua realizzazione.