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Incontro in Regione per abbattimento arsenico nelle acque

Riceviamo e pubblichiamo: “Mercoledì 18 marzo 2026, alla Regione Lazio, si è tenuto un proficuo incontro sulle opportunità offerte dall’utilizzo di una tecnologia innovativa (membrane porose) per l’abbattimento pressoché totale dell’Arsenico nelle acque ad uso potabile.

L’appello dei medici per l’ambiente- ISDE: “ Fare presto e bene per la tutela della salute delle popolazioni da troppo tempo esposte all’Arsenico”. Mercoledì 18 marzo 2026, nella sala Aniene della Regione Lazio, si è tenuto un proficuo incontro sulle opportunità offerte dall’utilizzo di una tecnologia innovativa (membrane porose) per l’abbattimento pressoché totale dell’Arsenico nelle acque ad uso potabile.

All’incontro hanno preso parte l’assessore ai LLPP della Regione Lazio arch. Manuela Rinaldi, l’ing. Luca Marta direttore generale della Direzione regionale Lavori Pubblici e Infrastrutture, l’ingegner Nicola Marcucci dirigente dell’Area ciclo delle acque, Concessioni idriche e Servizio idrico integrato, il dottor Pierluigi Vellone-responsabile della segreteria dell’assessorato ai LLPP- e il gruppo di ricercatori composto dal dottor Francesco Galiano e dal dottor Alberto Figoli del CNR di Roma, dal professor Gabriele Bartolo e dalla professoressa Raffaella Mancuso dell’Università della Calabria (il cui lavoro di studio e ricerca ha portato alla realizzazione delle membrane porose iperselettive per l’Arsenico -elemento tossivo e cancerogeno di classe 1- in grado di abbatterne la presenza fino al 99% nelle acque ad uso potabile).

All’incontro presenti inoltre:

una delegazione dell’Associazione medici per l’ambiente- ISDE, composta dalla dottoressa Antonella Litta e dal dottor Alessandro Cavaliere che sono intervenuti sui danni alla salute derivanti dall’esposizione cronica all’Arsenico;

per Acea Acqua la dottoressa Giulia Lorenzi, responsabile Tutela della risorsa idrica e l’ing. Marco Lazzazzera per Acea Infrastructure spa;

l’ing. Massimiliano Ricci direttore generale di Unindustria Lazio (Unione degli industriali ed imprese del Lazio) e la dottoressa Federica Celardi sempre per Unindustria e il dottor Giuseppe D’Agostino e il dottor Raffaele Trequattrini per il Consorzio industriale del Lazio.

L’incontro si è aperto con una approfondita disamina tecnica, a più voci, della composizione, utilizzo e riuso della innovativa tecnologia che è stata anche oggetto dello studio Arsenic water decontamination by a bioinspired As-sequestering porousmembrane condotto proprio dai ricercatori del CNR e dell’Università della Calabria e pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Nature water (F. Galiano et al.,Nature Water, Volume 2, 2024, 350– 359).

Questa membrana porosa bio-ispirata contiene un materiale speciale (un liquido ionico con zolfo e gruppi ionici) capace di legare in modo selettivo l’Arsenico, sia nella sua forma trivalente che nella forma pentavalente. Funziona a bassa pressione, consuma poca energia e non toglie dall’acqua i minerali utili e preziosi per la salute umana, rimuovendo esclusivamente l’Arsenico con una capacità di riduzione di oltre il 99 %, in soluzioni acquose modello.

La soluzione tecnologica oggetto del tavolo tecnico potrebbe offrire anche grandi vantaggi sul fronte della riduzione delle spese per la gestione della dearsenificazione e rappresentare un intervento strategico di prevenzione sanitaria per le tante e gravissime patologie legate all’esposizione cronica all’Arsenico- anche entro e al di sotto degli attuali limiti di legge (10 microgrammi/litro)- come hanno fatto rilevare nei loro interventi i due rappresentanti dell’Associazione medici per l’ambiente- ISDE.

L’incontro è proseguito con una serie di domande rivolte ai ricercatori che hanno permesso approfondimenti circa anche le possibili modalità di produzione su larga scala e i tempi di messa in opera di questa tecnologia, dopo il superamento di test di verifica da fare anche a livello territoriale e in particolari siti individuati.

La soluzione proposta si preannuncia quindi concretamente risolutiva della problematica Arsenico nelle acque ad uso umano, non solo per la regione Lazio ma anche per le altre aree italiane interessate dalla stessa problematica.

Interlocuzione mirate, scambi di informazione, confronti e approfondimenti dei diversi aspetti tecnici di quanto proposto sono stati messi in agenda per le prossime settimane, tra i ricercatori e tutti i presenti al tavolo di riunione.

I medici ISDE hanno chiesto a tutti i partecipanti di prodigarsi al massimo perché i tempi per la messa a regime di questa nuova tecnologia siano i più brevi possibili, al fine di tutelare sempre più la salute delle popolazioni da troppo tempo esposte all’Arsenico nelle diverse aree della Regione Lazio”.

ISDE-Roma e Lazio

 

 

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