Indagine sui movimenti dei turisti per le festività pasquali Vincenzo Peparello: “Dopo due anni arrivano le prime festività senza restrizioni: una Pasqua di speranza ma alcune problematiche rimangono aperte”

VITERBO – Segnali di speranza per il turismo a partire dalle imminenti festività pasquali. A livello nazionale i dati raccolti dall’indagine condotta da Assoturismo (Centro Studi Turistici di Firenze) registra segnali di ripresa positivi ma lontani dai dati del 2019. Il CST di Firenze dichiara che “In generale si dovrebbe registrare un buon dinamismo della domanda su tutto il territorio nazionale, ma i risultati migliori sono attesi per le regioni del Centro Italia (67,8%) e del Nord Ovest (62%), mentre continua a soffrire il Sud (52,4%). Il flusso maggiore di visitatori è atteso nelle città d’arte, con un tasso di occupazione del 75,8%, valori simili anche per le località dei laghi e del termale (intorno al 70 %)”.
Come ogni anno l’Osservatorio Turistico Confesercenti di Viterbo ha condotto una indagine sul movimento turistico nella provincia prendendo in esame il periodo dal giovedì santo al giorno di Pasqua e la Pasquetta. Gli intervistati sono gli stessi operatori del settore alberghiero ed extra alberghiero di tutta la provincia, dalla costa ai laghi, alla città di Viterbo. Un monitoraggio che analizza in dettaglio le positività e le criticità che sono dovute principalmente al rincaro delle materie prime e dal conflitto tra Russia e Ucraina. Il primo trimestre è stato un periodo di fermo durante il quale molte aziende hanno effettuato investimenti in ristrutturazioni e ammodernamenti facendo affidamento sulla bella stagione. A fronte delle prenotazioni il prezzo è rimasto invariato rispetto ai costi di gestione lievitati e a tal riguardo vengono penalizzate le prenotazioni effettuate con il turismo organizzato che assistono al rialzo dei costi di gestione e ad una contrazione dei ricavi.
I dati forniti riguardano le prenotazioni alberghiere specificando la durata media della permanenza dei turisti sia italiani che stranieri, la spesa media, il paese di provenienza. Per il periodo preso in esame si registra un turismo ‘mordi e fuggi’ con giorni di permanenza per il solo week-end di Pasqua e dove viene escluso il lunedì di Pasquetta poiché il martedì sarà un giorno lavorativo. Quindi la permanenza media consiste in tre giorni e due notti. Comunque gli operatori, per il sabato e la domenica di Pasqua, dovrebbero raggiungere il pieno della ricettività.
Il lunedì di Pasquetta porterà beneficio all’intero settore della ristorazione per il quale prevediamo su tutto il territorio della Tuscia prenotazioni nella ristorazione che in questi due giorni dovrebbe raggiungere il sold out. Per Pasquetta ritorna di gran voga la tradizionale gita fuori porta con tantissime persone che si riverseranno in tutte le località e che faranno riferimento soprattutto a ristoranti con spazi all’aperto. Come ci dicono anche gli operatori, ci sarà una richiesta di piatti tipici e tradizionali del periodo pasquale. Bene anche la domanda, non solo di piatti e prodotti tipici salati, ma anche piatti dolci della tradizione come uova di cioccolato, pizza e colombe con materie prime locali quali le nocciole.
Dall’indagine dell’Osservatorio Turistico Confesercenti Viterbo gli operatori hanno risposto che la situazione fa ben sperare riponendo maggiori aspettative relativamente al ponte più lungo del 25 aprile /1 maggio poiché ci sono già prenotazioni con una presenza media superiore di permanenza.

Vincenzo Peparello, Presidente Confesercenti Viterbo e Responsabile Area Turismo regionale, esperto di Turismo: “Anche la situazione turistica per il Lazio e per la provincia di Viterbo coincide con le analisi condotte a livello nazionale ma con alcune criticità evidenti e specifiche per zone. Dopo due anni arrivano le prime festività senza restrizioni: una Pasqua di speranza ma rimangono alcune problematiche rimangono aperte. Innanzitutto dobbiamo evidenziare che abbiamo trascorso due anni duri, quindi non possiamo fare riferimento e un raffronto con i dati del 2020/2021 (ricordiamo che durante la Pasqua dello scorso anno le strutture erano chiuse e non c’era movimentazione turistica) bensì con quelli del 2019. Il nostro Osservatorio si basa su interviste dirette agli operatori divisi per zone e per tipo di settore. Nell’area di Bolsena che vantava una maggiore presenza di turisti stranieri le prenotazioni sono pochissime così anche sia sul litorale che a Viterbo. Per queste festività si registrano segnali positivi ma con un turismo casalingo; le presenze saranno per la maggior parte di nazionalità italiana e di zona, provenienti dalla stessa regione Lazio e regioni limitrofe come l’Umbria, la Toscana e la Campania. Il fenomeno del turismo di prossimità è accentuato, come evidenzia la nostra indagine, a causa dei rincari energetici. L’indagine condotta anche a livello nazionale sulla presenza degli stranieri evidenzia la preferenza sulle città d’arte. Dobbiamo dire che attualmente molte strutture sono chiuse e sicuramente la presenza degli stranieri porterà una boccata di ossigeno ma mancheranno le presenze dai mercati extraeuropei importanti come la Russia e l’Asia ed anche le prenotazioni da parte dei turisti americani al momento sono poche. Insomma siamo ancora lontani dai dati del 2019 ai quali dobbiamo far riferimento. Riguardo alle zone termali, l’indagine ha evidenziato segnali positivi anche se con qualche incertezza.
Vi sono delle condizioni imprescindibili affinché il settore si possa riprendere decisamente. Gli operatori nostri associati che sono stati intervistati, infatti, segnalano grosse difficoltà con i rincari e relativamente all’acquisto delle materie prime, soprattutto nel settore della ristorazione. Chiediamo quindi aiuti concreti. Ricordiamo che le accise non sono state ancora prorogate e a maggio avremo di nuovo la benzina ed il gasolio a doppie cifre. Le imprese dovranno sostenere anche altri costi oltre alle materie prime. La Confesercenti ha fin da subito chiesto più controlli e di non permettere speculazioni poiché alcuni aumenti non sono giustificabili sia nei rincari energetici sia per alcune materie prime. C’è incertezza e preoccupazione per il futuro, chiediamo quindi che siano estesi gli ammortizzatori sociali e che vengano ripresi i ristori. Se i costi di gestione aumenteranno tutto ciò andrà ad incidere negativamente anche sul livello occupazionale”.

Vincenzo Peparello invita sia gli Enti locali che le imprese del commercio, turismo e servizi, a non farsi trovare impreparati soprattutto nell’accoglienza anche perché, con il turismo di prossimità accentuato, molte persone si recheranno nella Tuscia per la prima volta e saranno la cartina tornasole per il futuro, una pubblicità a basso costo quella del passa parola che è molto importante per tutto il settore.

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