di REDAZIONE-
VITERBO – Si estendono anche alla Tuscia le indagini sulla morte dei due anarchici rimasti uccisi nell’esplosione avvenuta a Roma, nel parco degli Acquedotti. Nelle ultime ore la Digos ha effettuato alcune perquisizioni in provincia di Viterbo, mantenendo però il massimo riserbo sugli sviluppi e sugli eventuali esiti delle operazioni.
A richiamare l’attenzione degli investigatori è stata anche la comparsa, nel quartiere Carmine, di una scritta in vernice nera su un edificio di via Vico Squarano. Il messaggio – “Sara e Sandro vivono nelle nostre lotte”, accompagnato dal simbolo anarchico della A cerchiata – è riferito alle vittime dell’esplosione, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, e ha fatto scattare ulteriori accertamenti per risalire agli autori.
Nel frattempo, gli inquirenti continuano a indagare sulle cause della deflagrazione che ha distrutto un casale nella zona del Sellaretto. Tra le ipotesi principali, quella di un ordigno artigianale che i due stavano preparando. Resta però da chiarire l’obiettivo: un’azione dimostrativa o un possibile attentato. Entrambi erano già noti alle forze dell’ordine e ritenuti vicini ad ambienti anarco-insurrezionalisti.
Le verifiche si concentrano anche su eventuali contatti e possibili complici, con l’analisi delle relazioni e degli spostamenti recenti delle vittime. L’attenzione si è spostata inoltre su ambienti già coinvolti in passato nell’inchiesta “Scripta manent”, che nel 2016 aveva portato alla luce una rete legata alla Federazione anarchica informale. Al momento, tuttavia, non emergono collegamenti certi.
Sul caso è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha sottolineato come l’episodio potrebbe rappresentare un segnale di una possibile escalation, invitando alla prudenza in attesa degli esiti delle analisi investigative.
Il contesto resta quindi sotto stretta osservazione, anche alla luce delle recenti manifestazioni anarchiche svoltesi proprio a Viterbo, dove nei mesi scorsi si sono tenuti cortei e incontri su temi legati alla protesta contro il sistema e alle politiche di sicurezza.








