INPS : Crisi dal 2008 -10 % potere acquisto delle famiglie

L’Inps chuiude il bilancio 2012 con un disavanzo di 9,8mld,determinato da un aumento delle uscite di oltre 17 mld dovuto anche all’integrazione dell’ex soldiInpdap,di cui 7 mld per prestazioni istituzionali; le entrate sono aumentate di 6,7 mld per trasferimenti dello Stato (+9,7mld) e riduzione delle entrate da contributi (-2,4mld). Dal bilancio INPS si rileva che il potere d’acquisto delle famiglie italiane si è ridotto di circa il 10 % dall’inizio della crisi (2008). Nei

4 anni passati la media è stata del 1,8%.L’Istituto evidenzia come la spesa principale è quella per la disoccupazione pari a 13,811 mld,mentre per gli ammortizzatori sociali c’è stato un aumento del 19 % rispetto al 2011 arrivando a quota 22,7 mld. La diminuzione dei dipendenti pubblici per blocco del turnover e pensionamenti è stata di 130mila unità (-4%) con un calo delle entrate retributive ex Inpdap per 4,78 mld (-8,2%).Analizzando i pensionati si evince che 7,2 mln (45,2%) hanno un reddito da pensione inferiore a 1.000 euro al mese, 2,26mln (14,3%) non arrivano a 500 euro,mentre 650mila superano i 3.000 euro.Le pensioni liquidate nel 2012 sono state 1.146.340 (55% quelle previdenziali e 45% di natura assistenziale,con un aumento del 3,8% rispetto al 2011). I lavoratori domestici , il 23,3% italiani e 76,7% stranieri, sono diminuiti del 1,7%. La componente italiana è cresciuta del 1,2%,quella straniera è diminuita del 2,2%; la concentrazione dei lavoratori domestici è per il 51% al nord,il 30% al centro ed il 19% al sud.

   

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