di WANDA CHERUBINI-
VITERBO- Un Natale vissuto non come semplice occasione conviviale, ma come momento di riflessione profonda sul senso dell’impegno pubblico, della politica e della responsabilità verso la comunità. È questo lo spirito dell’iniziativa “Insieme per il Natale, insieme per il bene comune”, in programma oggi, giovedì 18 dicembre alle ore 17.30 presso il Casantini Garden Café, in via Campo Scolastico 5, nel quartiere Santa Barbara a Viterbo.
L’evento, promosso dall’Associazione Per il Bene Comune, dal Movimento Civico Francesco Rocca Presidente e dalla Lista Civica Rocca Presidente, si inserisce in un percorso politico e civico che
guarda oltre le scadenze elettorali, rivendicando coerenza, credibilità e radicamento territoriale come elementi essenziali dell’azione pubblica.
Nel suo intervento, Lisetta Ciambella ha ripercorso le tappe di un cammino tutt’altro che scontato. In un contesto in cui spesso la politica viene percepita come distante e opportunistica, l’associazione “Per il Bene Comune” nasce proprio dalla scelta di abbandonare logiche di appartenenza tradizionale per ricostruire un metodo fondato sulla tutela del territorio, sulla denuncia delle storture e sulla partecipazione attiva dei cittadini.
«Siamo un piccolo laboratorio politico», ha spiegato Ciambella, «consapevoli dei nostri limiti, ma anche della forza di un modello che mette al centro le persone e non il consenso facile». Un modello che negli anni ha incontrato ostacoli, diffidenze e attacchi, ma che ha saputo resistere grazie alla coerenza e alla presenza costante sul territorio della Tuscia e, più in generale, del Lazio.
Un passaggio centrale dell’intervento è stato dedicato al tema della sfiducia nelle istituzioni e all’astensionismo crescente. Per Ciambella, la risposta non può essere la rincorsa ai voti o alle mode politiche del momento, ma un paziente lavoro di “rammendo” tra società e istituzioni, possibile solo attraverso persone credibili, capaci di sostenere le cause giuste anche quando non conviene.
In questo solco si inserisce anche la scelta di non partecipare alle elezioni provinciali, definite senza mezzi termini come il prodotto di una legge elettorale distorta, che alimenta sistemi di potere lontani dai cittadini. Una decisione rivendicata come atto di dignità e coerenza, pur nel rispetto di chi ha fatto scelte diverse.
Non sono mancati riferimenti alla situazione politica locale e al clima che si respira in Consiglio comunale, segnato – secondo Ciambella – da un progressivo impoverimento del dibattito e da una difficoltà crescente nel confronto sui contenuti. In questo quadro complesso, è stata espressa anche una riflessione civile e rispettosa sulla vicenda giudiziaria che coinvolge la sindaca di Viterbo, ribadendo il principio del garantismo ma anche la necessità di interrogarsi sul piano etico e sulla credibilità delle istituzioni.
Ampio spazio è stato dedicato al valore dell’esempio personale come chiave per riavvicinare alla politica quella larga parte di cittadini che oggi non vota più. Persone che lavorano, che hanno
famiglie, che contribuiscono alla società ma che faticano a riconoscersi in un sistema percepito come chiuso e autoreferenziale. A loro, ha sottolineato Ciambella, va offerta non una promessa, ma una testimonianza concreta.
In questo percorso si colloca anche l’incontro con il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, la cui candidatura è stata letta come una scelta di discontinuità: una figura credibile, con una storia professionale e di volontariato, capace di interpretare un’idea di politica come servizio. Un “caso e necessità”, per usare un’espressione evocata nel discorso, che ha aperto la possibilità di un impegno più ampio senza rinnegare la propria identità.
Il messaggio conclusivo, affidato al clima natalizio dell’incontro, è stato un invito al coraggio, alla coerenza e alla responsabilità personale. La politica – come ogni forma di impegno pubblico – non può essere delegata solo ai “professionisti”, ma richiede tempo, studio, sacrificio e soprattutto coscienza. Per questo, come segno simbolico, è stato donato ai partecipanti un piccolo angelo custode: un richiamo alla scelta quotidiana tra la comodità dell’indifferenza e la fatica di fare la cosa giusta.
“Insieme per il Natale, insieme per il bene comune” non è stato solo un augurio per le festività, ma la riaffermazione di un percorso che guarda al futuro, con l’obiettivo dichiarato di arrivare al 2028 senza perdere ciò che conta di più: la propria identità, i propri valori e il legame con la comunità.














