Intervista a Luisa Ciambella, candidata Camera dei Deputati Collegio Uninominale Lazio 02 con Azione Calenda

di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- La campagna elettorale è ormai agli sgoccioli. Abbiamo intervistato Luisa Ciambella, candidata Camera dei Deputati Collegio Uninominale Lazio 02 con Azione Calenda.

Come sta andando la campagna elettorale, ormai giunta agli sgoccioli? Sono decisamente soddisfatta di questa esperienza. In queste settimane ho parlato con tante persone di diversa provenienza politica, mi sono confrontata con loro, e in molti casi è emersa con evidenza la delusione verso chi fino ad oggi li ha rappresentati nelle istituzioni di Governo. Il completo immobilismo e la distanza dai problemi del territorio di certi personaggi della politica locale sono il più grave esempio di sfiducia verso le istituzioni.

Quali sono le priorità che hai raccolto in questi giorni di campagna dai cittadini?

La prima preoccupazione per imprese e famiglie sono gli aumenti delle bollette dovute alla crisi energetica. Un tema delicato che deve essere affrontato con la serietà che merita. Non servono gli slogan ma la concretezza e idee chiare che in poco tempo risolvano il problema. Il Terzo Polo è la forza politica che affronta il problema con proposte di sostanza, che fin da subito rivedano la produzione energetica del Paese e scorpora il prezzo dell’energia elettrica di quella prodotta da fonti rinnovabili da quella da fonti fossili. Ci sono poi le esigenze che vengono dal mondo del lavoro, per sostenere gli investimenti e l’occupazione; le speranze dei giovani di avere opportunità d’impiego più dirette; il tema dei servizi – dalla sanità ai trasporti – che sono i problemi che tutti i giorni viviamo.

Come porterai a livello nazionale le istanze del locale? Intanto bisogna tornare a convincere le persone che possono avere fiducia in chi li rappresenta. Il deserto, che si sono lasciati dietro chi oggi occupa ruoli amministrativi importanti in Parlamento e in Regione, rischia di allargarsi. Basta con gli interessi, con la destra e la sinistra che in certi ambiti sono capaci anche di scambiarsi la giacchetta. Bisogna riportare al centro le esigenze delle comunità che animano il nostro territorio, ristabilendo una presenza diretta e soprattutto ascoltando e rispondendo a tutti. Per questo il Terzo Polo rappresenta una novità credibile, un’opportunità di cancellare l’immobilismo e l’inefficienza del passato. I cittadini della Tuscia potranno essere certi che io continuerò a essere al loro fianco, sempre, senza risparmiarmi, mettendoci tutte le energie possibili per difendere il nostro territorio e rispondere alle loro richieste.

Crisi energetica. Sei da sempre sfavorevole all’eolico selvaggio come ai pannelli posti a deturpare i paesaggi. In questo periodo secondo te non c’è il rischio che prevalga la necessità di produrre comunque rinnovabili sacrificando l’ambiente? Credo sinceramente che in Italia il tempo delle opere d’arte e dei luoghi di culto abbattuti per fare posto a caserme o parate sia finito da un pezzo. Non penso che la preoccupazione primaria sia quella che qualcuno pensa di stravolgere la bellezza dell’Italia in nome dell’energia. Su questo non transigo e non transige il Terzo Polo che nel suo programma spiega con chiarezza che soltanto con un nuovo sistema energetico per l’Italia possiamo guardare avanti, senza stravolgere il nostro Paese, ma pianificando con serietà e rispetto del territorio. Serve rafforzare la strategia sulle energie rinnovabili completando il processo di individuazione delle aree idonee all’installazione di impianti di generazione elettrica. Questa è da anni la mia battaglia, quella a favore delle energie rinnovabili, pulite, realizzate in zone adatte senza devastare le economie agricole o turistiche. Siamo per le energie rinnovabili realizzate come si deve, con trasparenza e nel rispetto del territorio.

Nel tuo programma “Per il bene comune” così come nel programma di Calenda si parla molto di competenze e persone preparate. Secondo te sarà possibile riportare la meritocrazia in Italia? Preoccuparsi di riportare la meritocrazia in Italia è un sentimento diffuso e altrettanto da madre e donna resto molte volte delusa dal fatto che si debba combattere per dare questa speranza ai giovani. Sono loro quelli che ci rimettono di più, quelli che pagano il prezzo più alto. Nella nostra Provincia abbiamo assistito e assistiamo a teatrini antimeritocratici che destre e sinistre storiche continuano a recitare sena nessun pudore. È ora di smetterla con questi sistemi, è ora che i cittadini scelgano chi fa della serietà, della competenza e del rispetto, caratteristiche imprescindibili. Per questo occorre investire sul futuro del nostro Paese dando la possibilità ai giovani di essere protagonisti dello sviluppo evitando, come purtroppo accade, che qualcuno si prende il loro spazio. Diamo fiducia alle nuove generazioni se vogliamo un’Italia migliore.

Un altro tema sentito è quello della salute, come diritto di tutti che va difeso. Quali sono le esigenze più urgenti a livello locale e nazionale? Tutti conosciamo lo stato in cui versa la sanità nel nostro territorio. Sappiamo quanto sia prezioso il lavoro di medici e infermieri per la salvaguardia della salute dei cittadini e soprattutto per colmare le lacune di una gestione sanitaria che spesso vanifica gli sforzi di tutti. È insopportabile continuare con questo sistema che costringe le persone ad andare fuori regione per curarsi o peggio ancora sperare di essere amico di qualcuno per avere quello che altri non hanno. Noi siamo per un sistema sanitario che garantisca a tutti gli stessi servizi. Proponiamo un piano straordinario per abbattere le liste di attesa, riformare i meccanismi di governance e coordinamento tra Stato e Regioni in modo che dove le “sanità regionali” fanno acqua lo Stato può intervenire per garantire i servizi e salvaguardare i diritti dei cittadini. La salute è un diritto che va difeso, giorno per giorno, senza promettere, ma affrontando i problemi per il bene di tutti.

Altro tema da te sostenuto è quello della scuola. È stato fatto poco o niente per adeguare gli istituti scolastici al Covid così come i relativi trasporti e le scuole continuano anche ad affrontare gli annosi problemi di sistemazione strutturale. Cosa si potrebbe fare nell’immediato? I disagi che hanno accompagnato questo inizio di anno scolastico fotografano una situazione difficile per il settore dei trasporti nella Tuscia. Ai trasporti si aggiungono le carenze di personale docente e Ata che si sono presentate con evidenza in quasi tutte le scuole del territorio. Per non parlare degli interventi di miglioramento alle strutture scolastiche che in diversi istituti della provincia non sono stati ancora terminati. La scuola è un patrimonio del nostro Paese, una pietra fondante della cultura e della crescita dei nostri ragazzi. Non è dignitoso che il loro entusiasmo e la loro voglia di crescere venga ripagata con le lacune di una governance istituzionale incapace di risolvere problemi che si conoscono da tempo. Abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete e immediate al problema dei trasporti scolastici aumentando le corse su gomma e su rotaia; alla carenza di personale rivedendo le piante organiche per le scuole; alla sicurezza degli edifici con un piano straordinario di interventi che copra da subito le emergenze. Se non ci impegniamo in questa sfida perderemo l’opportunità di dare un futuro alle nuove generazioni.

Secondo te cosa dovrebbe fare il Governo per aiutare i cittadini ed i commercianti alle prese con i rincari delle bollette e quant’altro visto che molte aziende stanno chiudendo perché non riescono più a sostenere i costi di gestione e altrettante chiuderanno a fine mese? Un esempio per tutti a Viterbo è il Fishmarket dove il proprietario si è visto lievitare la bolletta della luce a 7 mila euro ed ha dichiarato che se la cosa continuerà così a fine mese sarà costretto a chiudere. Questo è un problema che tocca tutti, indistintamente. Le imprese soffrono gli aumenti che talvolta compromettono le fasi di produzione e la sussistenza stessa delle aziende, le famiglie soffrono gli aumenti al punto da vedere compromesse le possibilità di gestire i costi quotidiani. Per questo servono interventi mirati, che non siano palliativi ma misure di lunga durata. Nel breve periodo occorre attuare un piano che porti l’Italia ad avvicinarsi il più possibile all’autonomia energetica nazionale: aumentando la produzione di gas nazionale e rafforzando la strategia sulle rinnovabili. Servono misure mirate anche al contenimento dei costi energetici, per questo si propone di aiutare le imprese a ridurre i costi della bolletta elettrica incentivando con garanzia statale la produzione di energia rinnovabile per autoconsumo. Oppure scorporare il prezzo dell’energia elettrica da rinnovabili da quello da fonti fossili per abbassare il prezzo medio.

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