Intervista ad Alina Onachysych

di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- Continua la guerra in Ucraina e la città dei Papi sta ospitando tante famiglie ucraine che sono fuggite dalla loro terra per trovare rifugio nella Tuscia, in attesa che la guerra finisca e che possano tornare a casa. Alina Onachysych, una ragazza ucraina, da quando è iniziata la  guerra lavora ogni giorno per aiutare i volontari nell’accogliere gli ucraini a Viterbo e provincia e per inviare medicine e viveri ai soldati ed alle famiglie rimaste in Ucraina. Alina ha lasciato i suoi genitori in Ucraina. La prima domanda, quindi, non poteva che essere per loro. Come stanno i tuoi genitori? “Da quello che so stanno bene, anche se vivono sempre sotto i bombardamenti. Di altri parenti non ho purtroppo notizie, in quanto si trovano in altre zone, come Odessa, dove non ci sono vie di contatto”.

Cosa state facendo per aiutare il popolo ucraino? “Prima di tutto accoglienza e poi cerchiamo di aiutare i nostri soldati che stanno combattendo ed i rifugiati che arrivano nella Tuscia aiutandoli con la documentazione in Questura. Ci sono poi i bambini che sono stati inseriti in alcune scuole”.

La differente lingua è un problema per questi ragazzi? “Sono stati attivati per loro dei corsi di lingua italiana. Tra Viterbo, Soriano nel Cimino e Vitorchiano sono stati inseriti circa una ottantina di studenti, tra quelli delle scuole elementari ed i più grandi delle superiori, alcuni stanno seguendo le lezioni al Paolo Savi, altri al Santa Rosa.  Le persone- prosegue Alina- sono state dislocate tra parenti che hanno a Viterbo e provincia, all’hotel Balletti ed al monastero di Santa Rosa”.

Come sta andando invece la raccolta di viveri, indumenti e medicinali?La raccolta ha un po’ rallentato. Noi dal 24 febbraio scorso ci siamo subiti attivati per mandare viveri e medicinali ai nostri soldati.  Con i nostri volontari in Ucraina siamo riusciti ad arrivare in alcuni punti a rischio per portare aiuto a loro ed alle famiglie rimaste isolate. Per i soldati abbiamo i contatti con i vari battaglioni e portiamo loro le medicine, i kit di pronto soccorso, che noi stessi prepariamo prima di inviarglieli e poi il vestiario. Raccogliamo fondi e compriamo il vestiario che a loro serve, come divise,  giubbotti. Mandiamo viveri ed aiuti anche a case famiglie, orfanatrofi ed anche vestiti per i neonati ed i bambini”.

Secondo te questa guerra quando finirà? “Purtroppo non sarà per un tempo breve. Siamo consapevoli che ci vorrà ancora del tempo, ma sono sicura che vinceremo. Non siamo andati ad invadere nessuno. Vinceremo e ritorneremo a vivere nella nostra terra”.

Che cosa pensi del messaggio che è passato all’Eurovision song contest  con la vittoria proprio dell’Ucraina con la band Kalush con “Stefania”? “Sono stata felicissima, anche perché io conosco questi ragazzi ed appena ho saputo che avrebbero partecipato all’Eurovision ho detto subito che avrebbero vinto. Sono d’accordissimo con il messaggio di pace lanciato e sulla necessità di salvare  le persone, i soldati bloccati nell’acciaieria di Azovstal. Ci sono persone che continuano a difendersi anche se feriti, mutilati. Purtroppo la situazione è tragica ed è  molto più drammatica rispetto a quello che si vede in televisione. Anche in altre zone come Mariupol purtroppo continuano le barbarie come quelle di Bucha. Ma sono sicura che al più presto ci sarà la vittoria. Vorrei ringraziare tutte le persone che finora ci hanno aiutato e che continuano a farlo con le loro donazioni e con la loro vicinanza e chiediamo ancora di darci supporto per inviare viveri e medicinali”.

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