di REDAZIONE-
Un nuovo spiraglio di pace si apre in Medio Oriente. Dopo mesi di negoziati segreti, Israele e Hamas hanno firmato la prima fase di un accordo che prevede la sospensione delle ostilità, il rilascio di almeno venti ostaggi ancora vivi e il progressivo ritiro dell’esercito israeliano da Gaza. A favorire l’intesa è stato Donald Trump, che ha annunciato la notizia con toni trionfali sul suo social Truth Social, definendola “un passo decisivo verso una pace duratura”.
“Tutti gli ostaggi saranno liberati molto presto e Israele ritirerà le sue truppe secondo una linea concordata. È l’inizio di una nuova era di stabilità per la regione”, ha scritto il presidente americano, ringraziando i mediatori di Qatar, Egitto e Turchia per il loro ruolo determinante.
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, dopo la firma dell’accordo, ha convocato la Knesset per l’approvazione formale del piano, dichiarando che “con l’aiuto di Dio, riporteremo tutti a casa”. Da Gaza, Hamas ha confermato che l’intesa comporterà la fine della guerra, l’ingresso di aiuti umanitari e uno scambio di prigionieri, esprimendo al contempo fiducia ma anche cautela, invitando Trump a garantire il rispetto degli impegni da parte israeliana.
Fonti della Casa Bianca hanno rivelato che il ritiro dell’esercito israeliano dovrebbe completarsi entro 24 ore dal voto parlamentare, mentre il rilascio degli ostaggi è previsto tra domenica e lunedì. Tuttavia, Israele avrebbe respinto la richiesta di Hamas di liberare il leader palestinese Marwan Barghouti, figura simbolica per molti palestinesi.
L’accordo arriva in un contesto segnato da due anni di guerra a Gaza, scatenata dopo l’attacco del 7 ottobre 2023, in cui Hamas uccise oltre 1.200 israeliani e ne rapì 251. Da allora, secondo fonti palestinesi, i bombardamenti israeliani hanno causato più di 67.000 vittime, tra cui oltre 20.000 bambini.
Sul fronte internazionale, la notizia è stata accolta con ottimismo. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha confermato che l’Italia è pronta a sostenere la tregua, inviare aiuti umanitari e partecipare alla ricostruzione di Gaza, anche attraverso una possibile missione di pace internazionale. Il patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, ha definito l’accordo “un segnale di speranza” e “un primo passo necessario per tornare alla fiducia”.
Trump, in un’intervista a Fox News, ha annunciato che gli Stati Uniti parteciperanno attivamente alla ricostruzione di Gaza e si impegneranno a mantenere la stabilità della regione, dichiarandosi “molto fiducioso in una pace duratura”. Ha inoltre confermato l’intenzione di visitare Israele nei prossimi giorni e di tenere un discorso alla Knesset su invito di Netanyahu.
Se gli impegni saranno rispettati, questa prima fase del piano potrebbe segnare l’inizio di una nuova stagione diplomatica in Medio Oriente, restituendo speranza a una popolazione stremata da anni di guerra e divisioni.








