Istat:aumentano le famiglie povere in Italia e cresce l’aspettativa di vita

L’Istat , nel Rapporto sulla coesione sociale , rileva che nel 2012 si trova in condizioni di povertà relativa il 12,7% delle famiglie residenti in Italia (+ 1,6% sul 2011) edviterbo-panorama il 15,8% degli individui, valori più alti dal 1997,anno d’inizio del rilevamento storico. La povertà assoluta è del 6,8% per le famiglie e dell’8% per gli individui. Dal 2005 sono raddoppiati i poveri in senso assoluto e

triplicati nelle regioni del Nord: le famiglie con tre e più minori risultano povere relativamente nel 17,1% dei casi, con un aumento del 6% solo negli anni 2011/12. “Un minore ogni cinque vive in una famiglia in condizioni di povertà relativa ed uno su dieci in una famiglia in condizione di povertà assoluta.”

Le nascite stanno calando lentamente (534mila rispetto ai 547mila del 2011 e 562mila del 2010). Un bambino su quattro è nato fuori dal matrimonio (28,3%). L’ aspettativa di vita della popolazione italiana è in aumento attestandosi nel 2011 a 79,4 anni per gli uomini e 84,5 anni per le donne. L’area del Paese più longeva è quella del CentroNord. ” I bassi livelli di fecondità congiuntamente al notevole aumento della sopravvivenza rendono l’Italia uno dei Paesi più vecchi al mondo.”

Nel 2013 si sono registrate meno nascite rispetto al 2012. L’Istat dichiara poi che i disoccupati sono 2 milioni744mila, con un tasso di disoccupazione che nel 2012 ha raggiunto il 10,7%; il tasso di disoccupazione giovanile supera il 35%. I lavoratori dipendenti nel 2013 sono 11milioni963mila, i dipendenti a tempo indeterminato sono scesi a 10.352.343 (-1,3% rispetto al 2012). Nel 2012 la retribuzione mensile netta è di 1.304 per lavoratori italiani e 968 per gli stranieri. Un pensionato su due (46,3%) ha un reddito da pensione inferiore a 1.000 euro, il 38,6% tra 1.000 e 2.000 euro e solo il 15,1% supera i 2.000 euro.

Un forte calo si rileva nella formazione che vede una diminuzione pari al 58,2% delle immatricolazioni all’università per l’anno accademico 2011/12, rispetto al 73% del 2003/4. Nel 2012 i giovani di 18-24anni (pari al 37,8%) hanno conseguito al massimo la licenza media e tra questi uno su quattro cerca un lavoro, mentre il 38,5% risulta inattivo; inoltre nel 2012 hanno abbandonato gli studi 758mila giovani tra i 18/24 anni.

   

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