Istat,salute : l’ 11% degli italiani rinuncia alle cure

Dall’indagine “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari” condotta dall’Istat con il sostegno del Ministero della Salute e delle Regioni, è emerso camera-letto-belcolle-2che oltre 6milioni di persone (11% della popolazione) nel 2012 hanno dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria erogabile dal S.S.N.,anche ritenendo di avere bisogno; tutto condizionato

purtroppo dalla crisi economica. Nei particolari si evidenzia che il 9% ha rinunciato a visite specialistiche, ad interventi chirurgici ed accertamenti specialistici che sommate a coloro che si sono private di acquistare farmaci si arriva all’11% in totale. Motivi della rinuncia sono: fattori economici,problemi d’offerta (liste attesa lunghe,orari scomodi,difficoltà logistiche ed altro). I disoccupati con il 21,4% sono quelli con la quota più elevata di rinuncia. Si rileva anche che le percentuali salgono al 26,3% tra chi dichiara di stare male o molto male, al 18,4% tra chi ha una malattia cronica grave ed al 23,3% tra i multicronici. Tra il 2012 ed il 2005 i consumi sanitari sono in aumento per visite mediche,stabili per accertamenti diagnostici ed in lieve calo per i ricoveri ospedalieri. Un incremento si è evidenziato per le visite geriatriche (+63,6%), psichiatriche e psicologiche (+54,4%),neurologiche (+48,1%),mentre fortemente in calo sono le visite odontoiatriche (-23,1%). Le prestazioni sanitarie a pagamento intero sono passate dal 21% al 24,9% per gli accertamenti specialistici, dall’8,1% al 14,1% per le analisi del sangue; al Centro ed al Sud Italia tali percentuali sono più elevate.

   

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