L’opposizione tira le orecchie al sindaco Aquilani: “I cittadini aspettano una tua ordinanza sulla bruciatura dei rifiuti vegetali”

Aquilani Pdl VT 3febRiceviamo e pubblichiamo da Movimento Progetto Vetralla, Passione Civile e VetrallaBeneComune: “La norma inserita nel Testo Unico Ambientale – legge 156/2010, in vigore di recente, classifica “speciali” i rifiuti vegetali da attività agricole e agro-industriali.

 

Tale norma risulta assolutamente incomprensibile. Nei territori caratterizzati da pratiche agricole tradizionali ed ove semplicemente si eseguono lavori per la salvaguardia del territorio dagli incendi boschivi o di vegetazione, il bruciare un cumulo di ramaglie o di altri residui vegetali similari è il gesto più normale che può compiere l’agricoltore, come può accadere di osservare quotidianamente nelle nostre campagne.

 

L’eliminazione con il fuoco dei residui vegetali rappresenta anche una forma di utilizzazione degli stessi nell’ambito dell’attività produttiva in agricoltura o nella selvicoltura, poiché anche le ceneri prodotte contribuiscono a fertilizzare il terreno: il materiale vegetale residuo è materia prima reimpiegata per arricchire la fertilità del suolo senza pregiudizio alcuno per l’ambiente.

 

La volontà del legislatore, certamente, non ha considerato adeguatamente la consuetudine storica delle aree rurali, dove l’agricoltore, da sempre, brucia i modesti residui vegetali del proprio podere, con effetti estremamente moderati in termini di entità e di qualità di emissioni nell’aria.

 

Va poi aggiunto che le emissioni in atmosfera di CO2 prodotte dai mezzi meccanici alimentati da combustibili di origine fossile, che si rende necessario utilizzare per percorrere le svariate decine di chilometri  per assicurare il conferimento dei modesti residui vegetali presso i più vicini centri di raccolta o smaltimento (peraltro ancora nemmeno esistenti), sono senz’altro più significative di quelle prodotte dalla combustione dei residui stessi, rendendo così evidente l’assenza di ogni convenienza al mantenimento del divieto di smaltimento tramite bruciatura ai fini del raggiungimento degli obiettivi fissati con il protocollo di Kyoto.

 

È, pertanto, evidente che tale azione, per le sue ridotte e puntuali caratteristiche dimensionali, non debba e non possa essere considerata motivo di violazione di norme statali, di pericolo o danno verso terzi o di inquinamento per l’ambiente.

 

Il Consiglio regionale, consapevole delle problematiche che la norma genera sul territorio per l’economia del settore agricolo, ha dato mandato al Presidente della Regione Lazio di intervenire presso il Governo per farla modificare. Per le stesse ragioni, la Provincia ha adottato delle linee guida da far rispettare qualora i sindaci volessero emettere una ordinanza di deroga a questa scellerata norma.

 

I nostri consiglieri comunali hanno presentato una mozione in tal senso, affinché il Consiglio comunale supporti il Sindaco in questo atto, indispensabile per l’economia del territorio.

 

Moltissimi sindaci sensibili al problema hanno già provveduto ad emettere ordinanza di deroga mentre il Nostro ancora non ha provveduto. È ora che anche il sindaco Aquilani (foto in alto) si accorga del problema e si adoperi per risolverlo”.

   

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