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“La Benedizione dei Bambinelli” e lo scenografico Presepe di San Martino al Cimino

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – Oggi, 21 dicembre, nel giorno del solstizio d’inverno che segna la giornata più breve dell’anno si è svolta, in attesa dalla nascita di Gesù, la rituale ‘Benedizione dei Bambinelli’ offerti alla benedizione di pace da tutti i bambini e celebrata stamani a Roma da Papa Leone XIV.

Anche a San Martino al Cimino (frazione di Viterbo) nella chiesa abbaziale, salutata questa mattina da un raggio di sole che entrato dal rosone del transetto, ha creato, come per magia, una rosa a otto petali di luce posata sull’antica porta dei monaci, si è svolta la cerimonia di pace che è stata benedetta al termine della S.Messa, officiata oggi, in via eccezionale, da don Mario arrivato da poco alla “Casa di Cura-Villa Immacolata” ed ospitato dal parroco don Fabrizio Pacelli. Il Coro della parrocchia ha suggellato con i suoi canti il gioioso avvenimento.

Poi tutti, genitori, bambini e visitatori si sono avvicinati allo scenografico e straordinario presepe allestito in fondo alla chiesa vicino alla grande porta d’ingresso, opera voluta per ricordare, tra i tanti e prossimi eventi in programma, l’Ottavo centenario della Consacrazione dell’Abbazia Cistercense (1225) che termina l’11 novembre 2026.

La meraviglia è tanta. I bambini guardano attoniti le guardie svizzere sull’attenti, una signora vestita di nero in piedi vicino a un prete vestito di rosso ma seduto su una poltrona e… non trovano somiglianze con il loro presepe fatto sia a scuola che a casa. Ma subito viene loro spiegato che questa insolita e bellissima coreografia è stata creata per ricordare la festa dell’Abbazia di San Martino che compie 800 anni. Tutto risolto. Basta leggere le informazioni poste accanto alla scena.

Lo scritto spiega: “Accanto alla tradizionale rappresentazione della Natività, l’allestimento ripercorre le principali vicende dell’Abbazia cistercense, attraverso personaggi simbolici che hanno segnato la vita del monastero e del borgo nel corso dei secoli. Al centro del presepe è stata posta la ricostruzione dell’antico chiostro monastico, di cui oggi rimane solo una piccola porzione del lato orientale.

I personaggi rappresentati – Per il periodo monastico 838-1564, un monaco cistercense che si è voluto immaginare come l’abate Giovanni II, alla guida dell’abbazia tra il 1213 e il 1228. Per il periodo della rinascita 1644, sono raffigurati papa Innocenzo X, Donna Olimpia Maidalchini Pamphilj, Principessa di San Martino, vestita di nero, protagonista della rinascita di San Martino nel XVII secolo. Infine, dove la fede e tradizione diventa storia, un confratello dell’attuale Confraternita, istituita per volontà monastica nella metà del XIV secolo e ancora oggi operante all’interno dell’abbazia”.

Tutto chiaro? Sì. Appuntamento allora alla Notte di Natale.

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