La bottega di Alfredo Lucaccioni dove si respira ancora “viterbese”

VITERBO – Riceviamo da Evaldo Cipolloni e pubblichiamo: “A Viterbo ci sono posti dove la viterbesità è rappresentata più che in altri: la bottega di Alfredo Lucaccioni, per tutti Alfredino il Barbieretto, è uno di questi. Alfredo è nipote di Pietro Lucaccioni, il secondo marcatore della Viterbese Calcio di sempre che nella seconda metà degli anni 50 infiammò gli entusiasmi della tifoseria dello stadio della Palazzina, a quei tempi non ancora stadio “Enrico Rocchi”.
Figlio di un altro grande e storico tifoso gialloblù, papà Fulvio, Alfredino ha trasformato la sua barberia in un tempio della sportività calcistica viterbese. I colori predominanti, neanche a dirlo, non lasciano spazio ad altre tinte che non siano il giallo e il blu, neppure su soffitto e pareti. Le bandiere, i leoni ruggenti e le casacche della squadra di calcio nostrana, fanno immergere in un ambiente dove l’identità cittadina viene avvertita anche da chi di calcio non se ne intende. Appena seduti “sul barzolo” ci si ritrova avvolti da un caratteristico drappo che per il tempo del taglio dei capelli ti fa sentire “viterbese dentro”come non mai. E poi, il puro ed elegante accento deocarese di Alfredino crea quel contesto familiare ricercato dai nostalgici di quella Viterbo che ormai va svanendo.

La nostra città offre scorci da contemplare attoniti, ma la bottega di Alfredino è certamente uno di quei posti dove non ti aspetteresti che Viterbo si può, in un certo senso, ancora “sentire”.
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